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Perù dichiara lo stato di emergenza: indigeni avvelenati da mercurio

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Perù dichiara lo stato di emergenza a causa della contaminazione da mercurio adoperato nelle miniere illegali di oro. Migliaia gli indigeni avvelenati.

Il governo del Perù ha dichiarato lo stato di emergenza in 11 distretti della foresta Amazzonica a causa della contaminazione da mercurio provocata dalla diffusa attività di estrazione nelle miniere d’oro illegali.

La misura rimarrà in vigore per 60 giorni, all’interno delle zone in cui il metallo ha intaccato fiumi e fauna selvatica. Si stima che circa 50.000 persone potrebbero essere esposte a livelli altissimi di contaminazione.

Il Perù, che ospita il 13 per cento delle foresta amazzonica, è il settimo produttore al mondo di oro. Un risultato che, però, ha notevoli costi per l’ambiente e la salute umana.

Secondo Mining.com , l’estrazione illegale di oro nel Paese Sudamericano è aumentata di ben cinque volte dal 2012. La regione di Madre de Dios ne produce circa il 20% del quantitativo totale.

La maggior parte di questo metallo è ricavato illegalmente dai minatori che utilizzano proprio il mercurio per la sua lavorazione.

Alcuni studi condotti dalla Stanford University e da altre istituzioni hanno rilevato alti livelli di questa sostanza nel sangue dei cittadini peruviani, nel pesce e nei corsi d’acqua.

Secondo il ministro dell’Ambiente Manuel Pulgar-Vidal, i minatori versano ogni anno circa 40 tonnellate di mercurio nei fiumi amazzonici e distruggono più di 100.000 ettari di foresta pluviale a Madre de Dios.

Come abbiamo visto quando abbiamo parlato dei rischi derivanti dalla contaminazione di mercurio presente nei pesci di grossa taglia, questa sostanza tossica può influenzare le funzioni vitali del sistema nervoso, del sistema digestivo e immunitario, compromettere i polmoni, i reni, la pelle.




Secondo il ministro, le conseguenze delle attività estrattive permarranno almeno per i prossimi 80 anni. Per questo è necessario estirpare il male alla radice, dichiarando lo stato di emergenza, allertando gli ospedali, ed evitando cibo contaminato, come il pesce.

Le comunità indigene e rurali, ad esempio, sono particolarmente esposte alla contaminazione proprio perché  consumano i pesci che catturano nel fiume.

Survival International scrive che fino all’80 per cento dei membri della tribù Nahua presenta sintomi di avvelenamento da mercurio, tra cui infezioni respiratorie acute e altri problemi di salute.

Per far fronte a questa emergenza, il governo sta inviando dei presidi sanitari per soccorrere le persone che vivono nelle zone contaminate.

Il 26 maggio scorso, invece, alcuni agenti di polizia peruviani hanno preso parte a un’operazione volta a distruggere i campi di miniere d’oro illegali nella città di Salpo, nelle montagne andine del La Libertad.

Nel Paese sudamericano, da anni, gli attivisti combattono per salvaguardare l’integrità del territorio e la salute dei cittadini, spesso anche circondati dal silenzio delle istituzioni. Qualche settimana fa, Máxima Acuña, una contadina peruviana analfabeta che da anni difende il suo territorio dagli interessi di un colosso minerario, ha ricevuto il premio nobel per l’ambiente. Sono questi esempi che ci fanno ancora sperare che non tutto è perduto.

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