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Paradossi petroliferi: Shell si affida alle rinnovabili per aumentare le estrazioni di greggio

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Shell potenzia le estrazioni di petrolio con le rinnovabili

Paradossi dei colossi petroliferi: sfruttare l’energia prodotta dal sole per aumentare le estrazioni di petrolio. Ecco come

Energia pulita per aumentare le estrazioni di petrolio. Un paradosso così assurdo da essere vero. Shell, il colosso operante nel settore petrolifero, dell’energia e della petrolchimica ha deciso di usare un megaimpianto a energia solare, per alimentare i suoi pozzi petroliferi.

In una insolita alleanza tra tipi di energie vecchie e nuove, la Royal Dutch Shell, il gruppo petrolifero europeo, e il sultano dell’Oman hanno deciso di investire 53 milioni di dollari in una piccola società californiana di energia solare. Questa ha progettato dei particolari dispositivi che usano l’energia delle fonti rinnovabili per aumentare la capacità di estrazione di greggio.

La tecnologia alimentata dal sole che agevola le estrazioni

L’azienda in questione prende il nome di Glasspoint. Per realizzare i sogni dei magnati del petrolio, ha creato una serie di specchi ricurvi capaci di trasformare l’acqua in vapore. In pratica, degli specchi di alluminio vengono installati sulla superficie delle aree di estrazione. Queste strutture ricurve concentrano la radiazione solare su dei tubi isolati che contengono acqua. Il calore del sole genera del vapore. Questo viene successivamente iniettato nei pozzi per estrarre il cosiddetto “heavy crude oil”. Si tratta di petrolio ad alta viscosità il cui processo di raffinazione genera un forte impatto ambientale.

La società californiana e i suoi sostenitori affermano che questo tipo di tecnologia ha un grande potenziale nelle zone produttrici di petrolio. Soprattutto in Medio Oriente.

Anche i paesi ricchi di risorse sono stati costretti a sviluppare giacimenti petroliferi pesanti più impegnativi. Pensiamo ad esempio a Oman, Kuwait e Arabia Saudita E questa soluzione potrebbe facilitare di gran lungo loro la vita.

Cosa spinge Shell?

La ragione per cui un colosso come Shell ha deciso di ricorrere all’energia solare è lontana da un impegno di tipo ambientalista. Sembra, infatti, che più che un aberrante tentativo di greenwashing, l’investimento sia stato fatto puramente per ragioni economiche.

Utilizzare l’energia solare, infatti, abbatterebbe il costo delle estrazioni del greggio. Il gas naturale finora utilizzato è infatti molto più costoso.

Geert van de Wouw, il consigliere delegato della Shell Technology Ventures, ha affermato che l’uso di energia solare aiuterebbe l’Oman a tagliare le sue emissioni di anidride carbonica e soddisfare il suo bisogno di energia, sostituendo il gas. L’energia solare sarebbe infatti una soluzione più sostenibile rispetto a quelle adottate fino ad oggi. Se non fosse che l’estrazione stessa del petrolio è di per sé una delle attività a maggior impatto ambientale esercitate da un’azienda.

Mai dire mai. Quando si pensava di aver sentito di tutto, si apprende che c’è qualcuno disposto a mettere le rinnovabili al servizio delle multinazionali del petrolio!

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