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Migliaia di cittadini in marcia contro Monsanto

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Sabato 23 maggio, in 6 continenti, cittadini provenienti da 48 Paesi e 421 città hanno marciato contro la Monsanto. Migliaia di persone hanno manifestato contro la multinazionale americana.

Secondo i dati dell’organizzazione, sembra che quest’anno le adesioni abbiano superato i numeri raggiunti nei due anni precedenti.

L’evento ha coinvolto anche i cittadini svizzeri: oltre 3mila persone hanno infatti marciato a Basilea, Berna e Morges. L’intento comune: quello di dire ancora una volta NO al colosso americano.

A Basilea un migliaio di dimostranti ha raggiunto la sede di Syngenta, società che è fra l’altro oggetto di un’offerta da parte del gigante americano Monsanto.

In questi ultimi anni, nonostante le numerose proteste e i provvedimenti di alcuni Paesi contro gli Ogm, la Monsanto è diventata una società sempre più potente. Come dicevamo, sembra che siano in atto le trattative di fusione con Syngenta, leader nella produzione mondiale di pesticidi. Se la fusione dovesse essere reale, si potrebbe arrivare a creare un unico attore del mercato agroalimentare capace di controllare circa un terzo delle sementi e dei pesticidi venduti al mondo.

Quest’anno, c’è stata una ragione in più per manifestare: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti recentemente classificato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo” il glifosato, ingrediente principale del Roundup, diserbante prodotto appunto da Monsanto. Il roundup è uno dei prodotti del suo genere maggiormente diffusi al mondo.


Nonostante non se ne sia parlato molto, in tutto il mondo persone si sono raccolte per partecipare alla manifestazione annuale contro la multinazionale.

Persino in Burkina Faso, circa 500 persone hanno sfilato nella capitale Ouagadougou contro il gigante statunitense, che ha introdotto  il cotone ogm nell’Africa occidentale nel 2003. I manifestanti hanno chiesto una moratoria di 10 anni sulla messa a dimora dei semi Monsanto.

Fino a 1.000 attivisti anti-Monsanto si sono radunati anche davanti al Parlamento Europeo di Strasburgo, dove sarebbe stato osservato un minuto di silenzio “in omaggio alle vittime attuali e future avvelenati da pesticidi”.

Iniziative simili si sono tenute anche a Los Angeles e Rio de Janeiro.

Il successo della manifestazione ha condotto a iniziative come “The Women’s and Children’s Bill of Rights to Ban Glyphosate”, che ha l’obiettivo di tutelare i soggetti maggiormente a rischio, donne e bambini appunto, dall’esposizione alla tossicità del glifosato.

Sembra che in Italia ci sia stato un unico presidio a Bologna organizzato da Earth Riot.

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