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Medicane o Zorbas? Il ciclone lascia mareggiate e danni sulle coste italiane e punta la Grecia

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medicane uragano

Il ciclone che può diventare un vero uragano ha sfogato in mare la sua forza e gran parte delle coste del Sud Italia non hanno avuto problemi. Ora però potrebbe riacquistare più forza e passerà tra oggi e domani prima su Creta e poi in pieno territorio greco.

È passato senza gravi conseguenze il primo uragano della storia sul Mediterraneo? I meteorologi hanno opinioni diverse in merito. Alcuni affermano che siamo di fronte a un evento storico eccezionale, mentre altri sono più cauti. Da Medicane ( MEDIterran hurriCANE ) a Zorbas, la sostanza è che ancora il peggio pare debba arrivare sulle coste della Grecia.

In ogni caso, si tratta di un fenomeno meteorologico di estrema violenza. Che ha colpito le coste delle regioni italiane come Calabria e Sicilia.

L’uragano “previsto” da ilMeteo.it

Da ilMeteo.it non sembrano avere dubbi. Il titolo è incontrovertibile:

METEO: è confermato, è Storia, si sta formando un VERO URAGANO in Mediterraneo, venti 160km/h, traiettoria

Nell’articolo, a firma di Salvatore de Rosa, meteorologo, si descrive un presunto uragano che si è formato in queste ore tra il Mar Ionio e l’Egeo. Questo fenomeno sarebbe dovuto ai mari eccessivamente caldi: le temperature sono salite di 8 gradi centigradi rispetto alla media stagionale

Tali correnti calde contrasterebbero con l’aria fresca che in questi giorni è arrivata da Nord-Est.

A seguito di questo “scontro” tra correnti calde e fredde, “si formerà una struttura ciclonica di particolare violenza che successivamente nella giornata di venerdì 28 Settembre e Sabato 29 assumerà caratteristiche di uragano vero e proprio”. Così, diceva, e a ragion veduta, il famoso sito di previsioni metereologiche.

Nel dettaglio, il meteorologo scrive che la perturbazione avrebbe potuto raggiungere venti di oltre 160 chilometri orari. Velocità che generalmente sono tipiche degli uragani di categoria più debole, come quelli di tipo 1 o 2. 

Non è chiaro, come accade sempre in casi di fenomeni meteorologici estremi, quale sarà la traiettoria dell’uragano. È possibile però che arrivi a sfiorare Calabria e Sicilia.

Uragano o Medicane?

Valentina Acordo, della Società meteorologica italiana, smentisce le voci che si tratti di un vero e proprio uragano. Spiega che il fenomeno è un ciclone simil tropicale, che si è formato anche in altre occasioni al termine della stagione estiva.

Il fenomeno prende il nome di Medicane, una contrazione tra Mediterranean e hurricane (Mediterraneo e uragano in inglese). Secondo Acordo, non si tratta però di un vero e proprio uragano:

«La dinamica fisica è completamente diversa. Gli uragani hanno bisogno di strati d’acqua molto caldi, almeno 26 o 27 gradi, profondi decine di metri. Il Mediterraneo raggiunge queste temperature solo in superficie, per cui non può sostenere la formazione di un vero uragano».

Il fenomeno, in ogni caso, non è da sottovalutare:

«Ci sono similitudini nel modo in cui si presentano. La depressione in questo caso è più profonda e si scatenano venti forti, mareggiate e piogge violente. Il cuore del ciclone, che nelle depressioni ‘tipiche’ mediterranee è freddo, in questi casi è caldo. E da satellite potrebbe essere visibile anche l’occhio del ciclone».

Acordo conferma che la perturbazione potrebbe variare presto la propria direzione: “Per i dettagli bisognerà seguire gli aggiornamenti nei prossimi giorni”, conclude.

Cos’è e come si forma un uragano

Uragano è un termine tipico dei cicloni che si formano ai tropici. Il fenomeno è infatti tipico delle Indie Occidentali, degli USA meridionali e dell’Australia. Il termine stesso è di origine caraibica: deriva da hurican o huracan, termine che designa il dio del vento.

In base al luogo di formazione si distinguono uragani atlantici e del Pacifico. Quando colpiscono nell’Oceano Indiano e nel mar Cinese sono noti invece come tifoni.

Un uragano si forma in aree di bassa pressione, al di sopra degli oceani. La temperatura dell’acqua, l’abbiamo accennato, deve essere superiore ai 26 gradi centigradi e la zona deve essere già interessata da perturbazioni.

uragano medicane zorbas

Ecco come si forma. Le correnti oceaniche calde e il sole fanno evaporare l’acqua marina. Il vapore acqueo si condensa in nubi temporalesche, ad alta quota. L’aria più fredda che arriva dalla sommità di tali perturbazioni, scende verso il basso, interagendo con quella calda in salita. Questo “incontro” genera venti sempre più forti.

È poi la rotazione terrestre, unita alla forza di gravità, a dare alla perturbazione la tipica struttura a vortice. L’uragano si alimenta poi continuando a “nutrirsi” dell’acqua calda presente negli oceani. Ecco perché quando arriva sulla terraferma, inizia progressivamente a perdere energia, fino a dissolversi.

Di recente, gli uragani hanno raggiunto forza e intensità inimmaginabili a causa del riscaldamento globale. È successo di recente, per esempio, con l’uragano Harvey.

Imperversando sulla costa USA, il fenomeno atmosferico ha interessato in particolare il Texas e la Louisiana, devastando anche Paesi come il Belize e l’Honduras. Non avrebbe apportato tanta distruzione in una zona così vasta dei Paesi atlantici, se non fosse stato per il global warming, avvertono gli scienziati.

Anche se forse non vedremo mai un vero e proprio uragano nel Mediterraneo, è probabile che anche da noi si assista a un peggioramento dei fenomeni climatici. In realtà, sta già succedendo.

IL PASSAGGIO SULLE COSTE DEL SUD ITALIA

Nella giornata di ieri il temporaneo avvicinamento al nostro Sud Italia ha determinato mareggiate sulla Calabria centro meridionale e le coste orientali della Sicilia. Sono stati numerosi i disagi a causa della marea sostenuta ed il moto ondoso che ha provocato anche danni a numerose imbarcazioni che sono state distrutte o danneggiate.

Successivamente il Ciclone si allontanerà dalle nostre coste tra oggi e domani puntando dritto verso la Grecia, dove, passando sul mare ancora caldo, potrebbe acquistare nuova forza per poi scatenare tutta la sua potenza lungo i litorali ellenici e su Creta, ove sussiste già un’allerta massima per il rischio di imminenti alluvioni, raffiche violente ad oltre 160 km/h e onde altissime fino a 12 metri.

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