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Marea nera in California: disastro peggiore del previsto

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Si è trasformata in un vero e proprio disastro ambientale la perdita di petrolio da un oleodotto avvenuta alcuni giorni fa in California. Secondo il Corriere della sera, le ultime stime fornite dalla compagnia proprietaria della conduttura, la Plains All American Pipeline LP, parlano di 105.000 galloni di petrolio (397.462 litri) sversati in mare a Santa Barbara.

Finora si era parlato di 80.000 litri. Il governatore Jerry Brown ha deciso così di dichiarare lo stato di emergenza nella contea.

Per le coste di Santa Barbara, tra le più belle della California, non è la prima volta che una calamità del genere mette a rischio il proprio patrimonio naturale. Già nel 1969, infatti, circa 80-100 galloni di petrolio si sono riversati nel mare.

Ora, si teme per l’equilibrio dell’ecosistema e in particolare per la vita di alcune specie faunistiche, tra cui balene, foche e leoni marini che in questo periodo migrano verso Nord, attraversando l’area.

Al momento, non si conoscono le cause che hanno portato allo sversamento del greggio in mare, fuoriuscito da un condotto che trasportava petrolio da un grosso impianto di perforazione in mare, verso le raffinerie.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, Greg Armstrong, amministratore delegato di Plains All American Pipeline, la società che gestisce l’oleodotto costruito nel 1991, si è detto “profondamente dispiaciuto” per l’incidente. “Ci scusiamo per il danno causato alla fauna selvatica e all’ambiente”, ha aggiunto, sottolineando che l’azienda ha ricevuto il permesso di proseguire gli sforzi di pulizia per tutto il giorno, e ha garantito che i lavoratori “resteranno sul posto fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità”.

Non si è fatta attendere la reazione di Greenpeace. Andrea Boraschi, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, ha infatti affermato: “A quanti incidenti dovremo ancora assistere prima che i nostri governi capiscano che occorre imboccare un’altra strada? La notizia di un altro sversamento di petrolio sulle coste della Mauritania, la cui origine è ancora sconosciuta, è solo di pochi giorni fa.Gli sversamenti di petrolio non sono mai un incidente, bensì la diretta conseguenza di misure di controllo e prevenzione insufficienti, adottate da compagnie petrolifere che mettono il loro interesse davanti ogni rischio per l’ambientale e per la salute umana“.

Il caso avvenuto in California rischia di alimentare le polemiche sul via libera alle trivellazioni nell’Artico deciso da Obama. A Seattle sono in corso proteste da giorni.

Nel frattempo, centinaia di persone si sono messe al lavoro sulle spiagge della California per ripulirle dal petrolio, cercando di soccorrere i diversi animali che sono rimasti coinvolti nella fuoriuscita di greggio.

David Mosley, protavoce della guarda costiera di Santa Barbara ha spiegato:”Con una cosa del genere ci possono volere giorni, settimane per cercare di riportare tutto alla normalità e rimettere in sicurezza le spiagge non solo per i turisti ma per l’ambiente marino“.

(Foto: dutchsinse.com)

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