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Le verità sulla contaminazione post Fukushima censurate dai media

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La moria di una serie di aquile nello Utah , per la precisione l’ aquila di mare dalla testa bianca (cioè il simbolo nazionale degli Stati Uniti), ci conferma il momento tragico ed è una “prova” della contaminazione post Fukushima. In California gli scienziati hanno analizzato i fondali e trovato un’enorme quantità di organismi morti (circa 90% come abbiamo descritto in questo articolo: http://ambientebio.it/loceano-pacifico-sta-morendo-in-california/); inoltre è stato trovato un esemplare di balena siamese recentemente che potrebbe far ricondurre tale scoperta all’estrema contaminazione delle acque.
Anche se non possiamo annoverare prove scientifiche per avvalorare questa tesi ( la contaminazione diretta delle aquile ) molto diffusa negli Usa, possiamo affermare con certezza che il problema dell’inquinamento nucleare sulla west coast americana esiste ed e`legato alla presenza di acqua dell’Oceano che venne usata per raffreddare i reattori danneggiati in Giappone. Ovviamente l’acqua e` estremamente contaminata e pare che stia inquinando il resto dell’oceano; a metà luglio, i livelli di cesio radioattivo-137 e cesio-134 usciti da pozzi all’interno dello stabilimento di monitoraggio è salito di quasi 15 volte inaspettatamente, un fenomeno a cui gli scienziati hanno dovuto tristemente assistere per prendere atto della gravità della situazione. E’ stato tentato di bloccare la fissione anche attraverso una sorta di “muro di ghiaccio” che non permettesse lo sversamento delle acque radioattive nell’oceano Pacifico; tuttavia ci si è poi resi conto che tale liquido contaminato fuoriesce delle falde sotterranee che sono collegate con il mare.

balena due teste  l’esemplare di balena a due teste rinvenuto in California

Più tardi, Il 2 novembre 2013, i lavoratori TEPCO hanno rilevato elementi radioattivi che indicavano raffiche di fissione nucleare nel reattore dell’unità 2 . Il team ha iniettato una soluzione acquosa nel reattore per rallentare ciò che i lavoratori temevano fosse una reazione di fuga per drenare il problema . Ma successivamente le autorità giapponesi hanno affermato l’avvenuta fissione spontanea di materiale radioattivo, mentre hanno scongiurato la reazione a catena di fissione nucleare. I giapponesi hanno chiesto anche l’aiuto del governo statunitense, e questo sta ancora di più a confermare la tesi che siamo di fronte ad un problema di carattere unico ed emergenziale, visto l’orgoglio del popolo giapponese.
In dicembre è stato rivelato che 71 marinai statunitensi che hanno aiutato durante i soccorsi iniziali a Fukushima hanno citato in giudizio la Tokyo Electric Power Co. (TEPCO) dopo essere risultati positivi al cancro alla tiroide, leucemia e tumori cerebrali a seguito di esposizione a radiazioni 300 volte il livello di sicurezza.
Più recente la notizia che il DHHS, il servizio sanitario nazionale degli Stati Uniti, ha chiesto la fornitura di compresse di ioduro di potassio, 65 mg, unità dose pacchetto per 20 anni. cioè 700.000 pacchetti, per un totale di 14 milioni di compresse. I pacchetti devono essere consegnati entro il 1° febbraio 2014.
Lo Ioduro di potassio aiuta a bloccare l’assorbimento di iodio radioattivo dalla ghiandola tiroidea e viene utilizzato su vittime di gravi incidenti nucleari o emergenze. Dalle norme vigenti, gli Stati degli Usa con popolazioni che vivono entro 15 km. da una centrale nucleare sono incoraggiati, ma non obbligati, a tenere una fornitura di ioduro di potassio.


In questo caso il governo USA si muove per difendere come può la salute dei suoi cittadini delle Hawaii e della West Coast. Ciò che si teme in maniera più assoluta, è il ripetersi di un evento sismico rilevante che possa pregiudicare ancora di più la situazione; due eventi catastrofici come Chernobyl e Fuskushima hanno mutato il pericolo “alto e latente” in un disatro “possibile e imminente”, bollando la tecnologia nucleare come assolutamente non sicura e con troppi buchi neri dal punto di vista della sicurezza nelle varie fasi della catena produttiva dell’energia ( non dimentichiamoci anche il problema delle scorie ).
La contaminazione radioattiva e la plastica rischiano di uccidere per sempre l’Oceano, con ripercussioni letali per il genere umano… ebbene si, il mito della crescita illimitata del ‘900 è morto definitivamente l’11 marzo a Fukushima

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