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Le città italiane? Tra le più inquinate in Europa: ecco i dati del rapporto “Air quality in Europe”

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L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato il rapporto “Air quality in Europe – 2013”, che indica l’Italia, e in special modo Padova, tra le città Europee più inquinate.

In questi giorni, l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato e analizzato i dati legati all’inquinamento atmosferico delle maggiori città europee. Dal rapporto è emerso che circa il 90% delle persone che vivono in Europa è esposto a livelli inquinanti nocivi per la salute. L’Italia, nel rapporto, non brilla certo per meriti: Padova risulta infatti in cima alla lista delle città più inquinate, seguita da altre 22 città italiane

In particolare, lo studio analizza il quantitativo di agenti inquinanti nocivi per la salute dei cittadini e dell’ambiente, come il Pm 2,5 e O3, ovvero particolato fine e ozono.

Secondo il rapporto, le peggiori situazioni a livello di ozono sono nel Nord Italia e nel Sud della Francia. Padova ha fatto registrare 104 giorni di superamenti dei limiti massimi consentiti nel 2011. La città è seguita da Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese.

In particolare, nel 2011, l’Italia risulta essere stata tra i Paesi Europei che hanno superato più spesso i limiti per le Pm 10 e Pm 2,5, assieme a Polonia e Slovacchia.

“Non è andata molto meglio nel 2012. Anche l’anno scorso si sono verificati 90 giorni di superamento del limite dell’ozono”. Spiega Lucio Passi, portavoce di Legambiente Padova, alla rivista Wired.

Il rapporto ha lo scopo di analizzare i problemi ambientali, e non solo, legati all’inquinamento atmosferico. Come ad esempio l’eutrofizzazione da azoto, un processo, ancora troppo diffuso, che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi mettendo a rischio la biodiversità.

Con questo studio, l’EEA ha intenzione di contribuire al riesame della politica per la qualità dell’aria effettuata dalla Commissione europea, dimostrando come, è vero, qualcosa negli anni è stato fatto, ma il problema è ben lontano dall’essere risolto.

Nel rapporto si legge, ad esempio, come “nell’ultimo decennio, le emissioni di alcuni inquinanti a base di azoto sono diminuite. Ad esempio le emissioni  di ossidi di azoto e di ammoniaca sono scese del 27% e del 7% rispettivamente rispetto al 2002. Tuttavia, le emissioni non sono state ridotte quanto previsto e 8  Stati membri dell’UE violano i limiti massimi consentiti un anno dopo la scadenza del termine per conformarsi”.

 Ciò che è già stato fatto, dunque non basta ed è necessario introdurre nuove misure atte alla riduzione di queste emissioni.

Secondo il rapporto, il maggior responsabile di questa situazione continua ad essere il traffico, seguito dall’industria, dall’agricoltura e dai riscaldamenti delle abitazioni. Una situazione che, però mette a rischio non solo la salute dell’ambiente, ma anche quella dei cittadini: particolato e ozono troposferico causano problemi respiratori, malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita.

Ma il quadro non è del tutto nero. Una diminuzione di emissioni di alcuni inquinanti c’è comunque stata negli ultimi decenni. Il problema è che non è ancora sufficiente. Urge inserire nuove misure. Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Aea spiega che “per avviare un percorso che porti alla sostenibilità, l’Europa deve essere ambiziosa e rendere più severa l’attuale normativa”.

Riuscirà l’Europa a raccogliere questa sfida?

Fonte

(Foto: EEA-Report Air Quality in Europe)

2 COMMENTI

  1. Cortesemente, sapreste dirmi dove siete riusciti a trovare, all’interno del rapporto “Air quality in Europe – 2013”, la notizia che avete riportato nell’articolo “Padova risulta infatti in cima alla lista delle città più inquinate, seguita da altre 22 città italiane”? Io, nelle 112 pagine che lo compongono non ho letto nulla di tutto questo. Distinti saluti. Paola Melis

    • Non è scritto esplicitamente nel documento, ma è estrapolato dalla mappa che è contenuta a pagina 45 del report dove si può con tutta tranquillità notare come l’area della Pianura Padana, secondo i colori della legenda, abbia registrato standard altissimi posizionandosi tra le zone a più alta concentrazione di O3 di media giornaliera registrata ogni 8 ore. La notizia, comunque, è stata riportata dalle maggiori Agenzie di Stampa, italiane ed estere.

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