Home Ambiente Laboratori volanti contro i reati ambientali

Laboratori volanti contro i reati ambientali

238
0
CONDIVIDI

Per contrastare i reati ambientali ora vengono usati i droni,  piccoli aeromobili comandati a distanza, che stanno trovando largo impiego in diverse indagi del Corpo Forestale dello Stato.

In questi droni sono montate delle termocamere in grado di rilevare rifiuti e sversamenti, il più delle volte invisibili ai normali controlli effettuati su terra. Diversamente da elicotteri o aerei, grazie alla loro maneggevolezza, questi apparecchi possono volare anche di notte in maniera discreta a una quota molto bassa e quindi raccogliere dati estremamente dettagliati sul suolo e sulle acque. In particolare, consentono di rilevare presenza e tipologia di rifiuti, di georeferenziare il territorio e di monitorare in 3D le matrici di aria, di acqua e di suolo.

Dispongono di sensori di molti tipi: fotografica, cinematografica, di rilevazione VOC (Composti organici volatili), odorigena, infrarossa, termografica, geiger, polveri sottili ed altro ancora per rilevazioni speciali. Il volo può essere guidato a vista con un payload radio comandato oppure programmato in automatico con piani di volo collegati a sistemi GPS.

Interessanti anche le applicazioni che possono essere utilizzate dal Corpo forestale dello Stato nelle attività di contrasto ai reati in danno all’ambiente. Tra le eccellenze del settore universitario molto interessante è la linea di ricerca ‘Ingegneria Sanitaria Ambientale‘, attivata presso Dipartimento di Scienze per l’Ambiente dell’Università Parthenope di Napoli, che ha sviluppato studi ed applicazioni avanzate, perfezionando procedure e tecnologie per un monitoraggio ambientale realmente innovativo.

La particolarità dell’approccio sviluppato da questo Ateneo è rappresentata dall’utilizzo congiunto di aeromobili con o senza pilota e sensori avanzati quali termocamere HD-IR, Film-Spesso, Biosensori, QCM (sensori chimici di rilevazione), Digital HD-foto/video 360°, integrati in un sistema che permette un monitoraggio in 3D nelle/dalle matrici aria, acqua e suolo con una completa restituzione di scenario ed attori nel rispetto del modello ”sorgente-percorso-bersaglio”.

Di particolare rilievo, sono le attività di termografia aerea svolte sia con piattaforme aeree convenzionali (elicotteri, ultraleggeri, palloni frenati, etc.), sia con ”Drone”/UAS (veicoli senza pilota)/UAV (aeromobili a pilotaggio remoto) di tipo multi rotore, o dirigibile.

I dati rilevati, grazie a questa particolare tecnologia, sono in grado di restituire non solo immagini ma, soprattutto misure radiometriche oggettive, facilmente correlabili ad altri dati raccolti nello scenario esaminato anche con tecniche differenti e con approcci multidisciplinari.

I metodi e le tecnologie proposti dalla linea di ricerca sono stati validati in diverse azioni di ”polizia ambientale”, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che hanno contribuito ad arricchire le potenzialità procedurali e tecnologiche nella lotta contro gli illeciti ambientali ed hanno portato alla definizione di protocolli d’intesa con Corpi di polizia, tra cui il Corpo forestale dello Stato, per la cooperazione in attività istituzionali di interesse comune.

 

Gino Favola

Fonte” adnkronos”