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La salvaguardia dell’ambiente dunale e del giglio di mare

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di Lorenzo Moncini

Quando si affronta il tema della salvaguardia e gestione del nostro patrimonio naturale, non sempre viene data la giusta importanza all’ambiente costiero e a quello dunale in particolare, nonostante il notevole impatto che ha sul settore turistico e la sua estrema delicatezza.

Si tratta infatti di un ambiente soggetto a fenomeni di erosione e “pressione antropica”, termine che in questo caso si riferisce alla maleducazione dei bagnanti nei mesi estivi e, ancor più, agli interventi scellerati che spesso vi vengono effettuati.

Fra quest’ultimi si annoverano l’indiscriminata pulizia meccanica delle spiagge, che distrugge nicchie ecologiche ed eradica le piante esponendo la duna all’azione erosiva del vento, sino ai casi più gravi di edilizia abusiva.

In un contesto come questo, dove è comune intendere l’ambiente dunale unicamente come uno spazio destinato agli stabilimenti balneari e dove la presenza delle piante è un problema accessorio anziché una risorsa, il Centro Ricerche CRISBA dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore (ISIS) “Leopoldo II di Lorena” di Grosseto ha ritenuto importante avviare un apposito progetto di sensibilizzazione.

Da quattro anni il Centro (www.crisba.eu), con il supporto dell’Ufficio Aree Protette e Biodiversità dalla Provincia di Grosseto, conduce infatti un programma sperimentale di riproduzione da seme autoctono e reintroduzione nelle dune maremmane del Giglio di mare (Pancratium maritimum).

Si tratta di una pianta bulbosa che fiorisce fra Luglio e Settembre con fiori bianchi e profumati che abbelliscono le nostre dune, una specie vegetale protetta da molte normative regionali che ne vietano ogni forma di danneggiamento o raccolta.

Grazie all’iniziativa il CRISBA ha riprodotto e messo a dimora centinaia di esemplari, registrando alte percentuali di attecchimento a distanza di anni dalle piantumazioni.

Tuttavia l’importanza del programma risiede soprattutto nella sua funzione divulgativa, i temi della tutela dell’ecosistema costiero vengono infatti affrontati sia dagli studenti del “Leopoldo II di Lorena” impegnati in prima persona nelle fasi di propagazione delle piante, che in occasione delle piantumazioni alle quali partecipa la collettività.


Proprio facendo leva sul coinvolgimento dei comuni cittadini il CRISBA, in collaborazione con l’Associazione Terramare di Grosseto, ha avviato anche un programma per il monitoraggio e la mappatura informatica del Giglio di mare e dello stato di salute delle dune maremmane.

Attraverso un sito internet (www.terramareitalia.it/gigliodimare) le persone possono infatti inviare foto e segnalazioni inerenti il numero e localizzazione delle piante avvistate, nonché sullo stato di conservazione dell’habitat che le ospita.

I dati raccolti arricchiscono una preziosa mappa satellitare interattiva e vengono contestualmente trasferiti alla banca dati naturalistica del Museo di Storia Naturale della Maremma

Questa è un’altra realtà del territorio grossetano che da anni educa alla tutela ambientale, stimolando a sua volta la partecipazione concreta delle persone a progetti di raccolta di dati scientifici, con un approccio che viene detto di  “citizens science” (letteralmente, scienza dei cittadini).

Progetti di questo tipo sono un esempio concreto di come si possa valorizzare il patrimonio naturale mediante il coinvolgimento diretto della comunità, nell’auspicio che in futuro questa divenga davvero il protagonista principale per la salvaguardia dell’ambiente.

Lorenzo Moncini Responsabile attività  di Ricerca, Sperimentazione e  Divulgazione scientifica del CRISBA
c/o ISIS “Leopoldo II di Lorena”  Cittadella dello Studente – 58100 – Grosseto
E-Mail:  
moncini@crisba.eu
Sito internet:
www.crisba.eu 

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