Home Ambiente Ispra: migliora la qualità dell’aria in città, ma serve più verde

Ispra: migliora la qualità dell’aria in città, ma serve più verde

361
0
CONDIVIDI

L’Ispra, l’Istituto Superiore per laProtezione e la Ricerca Ambientale, insieme ad Arpa e APPA, ha pubblicato l’XI rapporto sulla “Qualità dell’ambiente urbano” in Italia. Ecco i risultati delle statistiche effettuate sugli 85 Comuni capoluogo di provincia italiani.

 

C’è qualche nota positiva, ma tanto resta ancora da fare per rendere le nostre città sostenibili. È questo, in sintesi, quanto contenuto nell’ultimo rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano pubblicato dall’Ispra.

Migliora, anche se moderatamente, l’inquinamento atmosferico, pur rimanendo diverse criticità. Nel 2014, si sono abbassati i livelli generali di PM10, ma “si registrano superamenti del valore limite giornaliero in 30 aree urbane e 18 di queste hanno già superato il valore limite giornaliero nel primo semestre del 2015”. Stesso discorso per il biossido di azoto, NO2, che a fronte di un calo generalizzato, vede comunque un superamento del limite annuale in 20 città. Più problematici i dati sui livelli di azoto, che restano molto al di sopra degli standard normativi.

Benzene,arsenico, cadmio e nichel, restano invece entro i limiti di legge in tutti i casi, mentre il PM2.5 vede un superamento solo nell’agglomerato di Milano. Ultimo inquinante considerato, il benzo(a)pirene, che fa registrare superamenti a Milano, Torino, Bolzano e Terni.

Occorre fare molto di più. Ricorderete infatti che nel 2012 l’Italia ha fatto registrare il record negativo per le morti premature (84.400) collegate all’inquinamento. Decessi dovuti in gran parte proprio a PM2.5, biossido di azoto e ozono.

Tra gli interventi orientati al miglioramento della qualità dell’aria nelle città c’è l’incremento del trasporto pubblico locale. Un settore che, però, ha visto solo una timida ripresa. Se è stato registrato infatti un incremento nel 2014 rispetto al 2013, la situazione resta critica: -8% rispetto al periodo 2008-2011. I miglioramenti più significativi si registrano a Napoli,Torino, Venezia, Bologna e Palermo.Segnali positivi sul fronte della mobilità condivisa: nel triennio 2011-2013, abbonati al car sharing in aumento del 36%; il bike-sharing vede invece un +30% di abbonati.

Peggiora l’inquinamento acustico: nel 2014, più della metà (52%) dei controlli effettuati ha fatto registrare un superamento dei limiti normativi; nel 2013, la percentuale si fermava al 49%.




Sulla qualità dell’ambiente urbano in Italia, resta ancora molto da fare in termini di presenza di parchi, aree verdi e agricole. In 64 Comuni su 85, secondo Ispra, il verde pubblico incide per meno del 5% della superficie totale; in 38 Comuni, la superficie di verde disponibile per abitante è superiore ai 30 m2. Su questo fronte, i dati migliori si registrano a Matera, Trento, Potenza, Terni e soprattutto a Messina, che è il Comune con la più alta percentuale di verde. In diminuzione significativa ilnumero di aziende agricole attive e di superficie agricola utilizzata nell’intervallo 1982-2010: Lecce è l’unica eccezione positiva.

Delle vere e proprie piaghe sulla diffusione di aree verdi e boschive in città sono il consumo di suolo, che resta agli stessi elevati livelli dell’anno precedente, e gli incendi, che hanno consumato circa 9mila ettari di superficie boscata nel periodo 2009-2013. Il consumo di suolo, invece, ha interessato 33mila ettari solo a Roma e 11mila a Milano, nel 2015.

Quella del verde cittadino non è una questione di semplice arredo urbano. La forestazione urbana, spiega Ispra, “fornisce benefici non solo ambientali, ma anche sociali ed economici”. L’Istituto ha realizzato anche delle Linee guida di forestazione urbana sostenibile, tagliate su Roma Capitale, ma che possono essere applicate ovunque, con i giusti accorgimenti.

In particolare, nelle Linee guida “si sottolinea come alcune specie vegetali risultino più efficienti di altre nel rimuovere gli inquinanti presenti in atmosfera”. E vengono fatti degli esempi concreti: “Se l’obiettivo è la lotta ai cambiamenti climatici e l’incremento della biodiversità urbana e periurbana, sarà preferita la creazione di nuove aree boscate”. Per l’abbattimento delle polveri sottili (PM10 e PM2.5) si consigliano sempreverdi e conifere; per le attività ludiche e sociali dei cittadini, invece, è meglio ricorrere a cipressi e betulle, per evitare l’immissione di allergeni.

(Foto)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here