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Io, medico, nella terra dei fuochi chiedo aiuto: tumori triplicati

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Pubblichiamo la lettera di un medico, lettore di Parallelo, che scrive a Parallelo e a Roberto Saviano.
Caro Roberto Saviano, ti ho scritto tempo fa e ora torno a chiederti aiuto attraverso gli amici di Parallelo perché non so che fare, qui la situazione peggiora giorno dopo giorno. Non sono un ricercatore, né un epidemiologo né un oncologo, sono un semplice medico di famiglia che opera nella cosiddetta “Terra dei veleni” e che vuole delle risposte per il bene dei propri assistiti.

Noi, medici di famiglia, siamo definiti medici-Sentinella, perché siamo i primi a rilevare tutto ciò che accade di anomalo alla salute delle persone nel territorio in cui operiamo. Ebbene cosa fa una sentinella che sta a guardia delle mura di una città? è attenta a rilevare eventuali pericoli e quando si accorge che tale PERICOLO è imminente, ALLERTA i “comandanti” all’interno delle mura, che devono AGIRE prontamente nel DIFENDERE il territorio e i suoi abitanti.
Nel mio lavoro in trincea (da sentinella appunto) ho riscontrato tra i miei assistiti (ne ho 1500) un aumento dei tumori ( mammella, retto, linfomi) di malattie respiratorie, di allergie (anche in anziani, mai allergici), di malattie della tiroide (anche in adolescenti), di malformazioni fetali, di infertilità, bambini iperattivi o con disturbi del comportamento… Addirittura ho tre giovani donne che hanno dovuto abortire per gravi malformazioni, e due assistite under 30 con il tumore alla mammella e che escono, quindi, dai parametri stabiliti dalla prevenzione secondaria (mammografia erogata gratuitamente dai 45 anni in su).
Queste “evidenze sul campo” hanno trovato conferma in alcuni dati raccolti nel mio distretto: negli ultimi 4 anni (nel distretto 41: Frattamaggiore, Frattaminore, S.Antimo, Grumo Nevano, Casandrino) i codici di esenzione ticket richiesti per le neoplasie (048) sono TRIPLICATI!!!
Tra i tumori più frequenti quello della mammella, (1/3 dei quali ha colpito donne con un’età al di sotto dei 45 anni quindi fuori dall’età prevista per gli screening gratuiti del sistema sanitario nazionale che partono dai 45 anni in poi) e quello del colon-retto.
Ora in base a questi dati ed in relazione alla drammatica notizia apparsa recentemente, riguardante il sequestro di un’area di ben 20mila metri quadrati tra le campagne di Caivano, per la presenza di inquinanti altamente tossici e nocivi per la salute mi chiedo come medico di famiglia:
– quale prevenzione devo consigliare ai miei assistiti che vivono nella cosiddetta “Terra dei veleni”?
– quale consigli dare loro per difendere se stessi e i propri figli da questo scempio?
– posso ancora dire che per prevenire il cancro è importante “mangiare frutta e verdura”? E’ valida ancora questa “sana alimentazione” nei nostri territori?
– non ci avevano detto che la causa dell’aumento dei tumori nei nostri territori sarebbe dovuta alla scarsa prevenzione che facciamo e agli stili di vita e ai modi di mangiare scorretti (ricca di grassi e POVERA DI FRUTTA E VERDURE”)???
Noi siamo ciò che mangiamo, beviamo e respiriamo, e allora, in una terra che produce cibo avvelenato, dove le falde acquifere non ci danno garanzia di salubrità dell’ACQUA che beviamo e dove l’ARIA è intrisa dal fumo velenoso dei roghi tossici (che continuano “sfacciatamente” nonostante la lotta intrapresa da donne e uomini di Buona Volontà), in una terra quindi dove l’aria, l’acqua, il cibo (importanti per la prevenzione primaria) non ci danno garanzie di sicurezza e dove gli screening (prevenzione secondaria) escludono le fasce giovanili: quale PREVENZIONE devo suggerire ai miei assistiti?
Chi mi deve dare queste risposte?
*Medico di famiglia

DI LUIGI COSTANZO*
Articolo originale: http://paralleloquarantuno.it/?p=1578

1 COMMENTO

  1. Egr. dottore,il problema del sud-Italia è che la classe dirigente ha sbagliato le scelte economico-industriali negli ultimi 30 anni: esempio? come si fa a scegliere una città come Taranto per insediarvi il piu’ grande impianto di produzione di acciaio, a ridosso del mare? non sarebbe stato meglio irganizzare un grosso centro di ricezione turistica ? E’ chiaro che poi i cittadini non abbiano scelta: o morire di fame o accettare di lavorare nelle fabbriche inquinanti rischiando di morire di tumore per guadagnare uno stipendio che consenta loro di mangiare e vivere almeno fino alla pensione e non sempre ci riescono!

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