Home Ambiente Insieme contro il dissesto idrogeologico che sgretola l’Italia

Insieme contro il dissesto idrogeologico che sgretola l’Italia

346
1
CONDIVIDI

Dissesto. È questa la parola che nelle ultime settimane ha risuonato nelle orecchie di tanti, troppi italiani che hanno provato sulla propria pelle il frutto di anni di politiche ambientali sbagliate, di abusivismi edilizi, di scempi.

E dissesto è anche la parola che accompagna e contraddistingue la prima grande inchiesta multimediale che tratta queste tematiche.

Il progetto, che prende il nome di #Dissestoitalia è stato realizzato da un gruppo di giornalisti indipendenti di Next New Media. Il quadro dipinto dal materiale contenuto è a dir poco preoccupante.

In merito agli episodi di dissesto idrogeologico, si legge: “Da poco più di 100 eventi l’anno tra il 2002 e il 2006 siamo gradualmente arrivati ai 351 del 2013 e ai 110 solo nei primi 20 giorni del 2014”.

L’inchiesta è stata realizzata grazie all’insolita collaborazione dei costruttori dell’Ance, del Consiglio nazionale degli architetti, dei pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnapcc), del Consiglio nazionale dei geologi e di Legambiente . Tutti soggetti uniti per chiedere spiegazioni e interventi repentini per salvare un’Italia che si sta letteralmente sgretolando. Tutti uniti per spiegare che “senza prevenzione e politiche efficaci di mitigazione del rischio idrogeologico questi numeri sono destinati a peggiorare. Ad essere in gioco non è solo la salute del nostro territorio ma la vita dei cittadini: negli ultimi 12 anni hanno perso la vita 328 persone”.

Secondo il rapporto Ance-Cresme, a causa del dissesto territoriale, in Italia, in poco più di 100 anni ci sono stati 12.600 tra morti, dispersi o feriti e oltre 700mila sfollati. Tra il 2002 e il 2014 si sono verificate 293 morti, 24 solo nel 2013. Nel rapporto si legge che “dal 2002 ad oggi si sono verificati quasi 2.000 episodi di dissesto e ancora più sconcertante è il dato del gennaio 2014: in soli 23 giorni (data dell’ultima rilevazione) si sono registrati 110 episodi in tutto il territorio italiano”.

L’obiettivo di #DissestoItalia è quello di cercare di fare luce su cause e dimensioni del fenomeno che sta interessando in maniera così tragica l’Italia. Soprattutto, però, l’obiettivo è quello di proporre soluzioni concrete e condivise.

E per farlo, sono stati raccolti centinaia di foto e oltre 60 video, dalle alluvioni di Genova e della Sardegna agli scavi archeologici travolti dal fango, utili a documentare il disastro idrogeologico della Penisola. Sei diverse sezioni per approfondire il tema del dissesto idrogeologico con mappe interattive, interviste a esperti e amministratori locali. Tutti i video e le foto sono condivisibili su blog e social network ed è inoltre possibile navigare nella cartina del rischio idrogeologico, ingrandendo le aree d’interesse.

Oltre a questa importante iniziativa, anche il WWF si sta muovendo per chiedere spiegazioni su una situazione tanto sconcertante e arrivare a ottenere un intervento immediato che potrebbe, in futuro, evitare altri disastrosi incidenti.

Con una lettera aperta del Presidente dell’associazione Dante Caserta, inviata al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando, Il WWF denuncia l’impossibilità di affrontare ancora l’emergenza quotidiana in Italia “con iniziative approssimative o controproducenti nella gestione e manutenzione del territorio e delle risorse naturali avallate dalle Regioni o con interventi urgenti e in deroga anche dalle normative ambientali di Protezione civile, che spesso si concretizzano in interventi ingegneristici di ulteriore cementificazione dei corsi d’acqua. Il capitale naturale (sistemi naturali e biodiversità) e la sua centralità nell’economia sono la sola nostra assicurazione per il futuro”.

Non solo, l’organizzazione evidenzia inoltre una forte responsabilità collettiva delle regioni che, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2014, hanno speso solo 400 milioni di euro dei 2,5 miliardi messi loro a disposizione dall’Europa per mettere in sicurezza il territorio.

Nella lettera, inoltre, il WWF fa appello a 9 interventi prioritari operativi, necessari per scongiurare il pericolo di altri disastri.

La richiesta è quella di assicurare i punti indicati dalle direttive comunitarie e dagli indirizzi della Commissione Europea riguardo a:

a) la definizione di obiettivi di intervento cadenzati nel tempo per l’adattamento ai cambiamenti climatici;

b) la pianificazione degli interventi su scala di bacino idrografico;

c) la piena efficienza delle Autorità di distretto idrografico;

d) la piena integrazione degli interventi operativi con gli obiettivi di conservazione della natura;

e) la costituzione di gruppi di intervento multidisciplinari.

L’inchiesta multimediale #Dissestoitalia è disponibile a questo link: http://www.dissestoitalia.it/ ; la lettera del WWF, invece, a questo indirizzo: http://awsassets.wwfit.panda.org/downloads/lettera_aperta_wwf_al_min_orlando__su_dissesto_e_cambiamenti_climatici_definitiva.pdf

Fonte

Fonte

Fonte

(Foto: dissestoitalia.it)

  • Thomas Herms

    Se mancano i fondi nemmeno a ricuperare un minimo nella terra dei fuochi, la proposta a prevenire l’ulteriore dissesto è totalmente inutile.