India: vergognosi safari umani

Safari, quando pensiamo al significato di safari immaginiamo escursioni naturalistiche in parchi, lunghi viaggi in riserve per vedere allo stato naturale la fauna selvatica,e proprio la stessa parola in swahili significa “lungo viaggio”. Spesso e volentieri quando ci pensiamo la nostra immaginazione corre verso l’Africa, magari corre solo la mia in quanto l’Africa mi è entrata nel cuore, ma in questo caso non parliamo del classico safari, non parliamo di Africa, ma bensì dei vergognosi safari umani che avvengono in India, a caccia dei Jarawa.

Gli Jarawa sono una popolazione delle Isole Andamane che vive in assoluto isolamento dal mondo e i cui primi contatti con la nostra civiltà si ebbero solo nel 1997. Essi conducono uno stile di vita nomade, cacciano maiali selvatici e varani, pescano con l’aiuto di arco e frecce e raccolgono miele, radici e bacche nella foresta.Nel 1999 e nel 2006 gli Jarawa sono stati colpiti da un’epidemia di morbillo – una malattia che, a seguito del contatto con l’esterno, ha cancellato dalla faccia della Terra molte tribù, in ogni parte del mondo.  Inoltre lo tsunami ha ridotto la popolazione da 300 a circa 250 persone.

La minaccia più grave all’esistenza degli Jarawa viene dall’invasione della loro terra, scatenata negli anni Settanta dalla costruzione di una superstrada, la Andaman Trunk Road, attraverso la loro foresta. La strada ha aperto le porte a coloni, bracconieri e taglialegna che depredano la selvaggina della tribù e diffondono nell’area malattie verso cui gli indigeni non hanno difese immunitarie. Sono stati denunciati anche casi di abuso sessuale.

Nel 2002 la Corte Suprema dell’India aveva ordinato la chiusura della strada, la rimozione dei coloni dalle riserve tribali e la fine dei disboscamenti, a dieci anni dall’ordine di chiusura la strada, sotto denuncia anche per lo scandalo dei safari umani, è ancora aperta e continua a passare attraverso la riserva della tribù degli Jarawa per offrire ai turisti l’opportunità di avvistarli come fossero animali in un parco.

L’allarme viene lanciato da Survival International, associazione che dal 1969 aiuta i popoli indigeni di tutto il mondo, e dicono che si calcola un safari umano costa dalle 25.000 alle 30.000 rupie (tra i 380 e i 450 euro).

Survival torna a chiedere il rispetto di quella sentenza e la realizzazione di una via di comunicazione alternativa. ”Le autorità delle Andamane potrebbero adottare misure per cercare di controllare l’uso della strada – commenta Stephen Corry, direttore generale di Survival International – ma è chiaro che questi provvedimenti non risolverebbero il problema alla radice. La realtà è che nella riserva entrano ancora 250 veicoli al giorno. L’unico modo per garantire agli Jarawa la sicurezza e la libertà di scegliere il loro stile di vita è quello di chiudere questa strada illegale”.

Agnese Tondelli

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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