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Il governo italiano e il pericolo elettrosmog

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I Presidenti di tutte le Arpa (Agenzie regionali per l’ambiente) e l`Ispra (l’Istituto superiore per la ricerca ambientale) denunciano la sottovalutazione del pericolo elettrosmog con due documenti durissimi recapitati nei giorni scorsi al governo. Nel decreto sviluppo dell`ottobre scorso l`esecutivo ha modificato la legge sull’ inquinamento elettromagnetico, arrivando a innalzare fino al 70 per cento gli attuali limiti per le sorgenti elettromagnetiche ad alta frequenza,  svendendo la salute dei cittadini agli operatori di telefonia mobile.

Lo chiamano “Decreto Sviluppo-bis” con la finalità dichiarata di risollevare le sorti economiche del nostro paese. Sarebbe da chiedere al nostro Consiglio dei Ministri quanto lo studio e l’approvazione di nuove normative di regolamentazione “industriale” tengano conto di un’approfondita istruttoria sui costi e benefici, sugli aspetti di rilievo costituzionale attinenti alla Salute della popolazione. In merito proponiamo l’attenta lettura di quanto scrive il Coordinamento Comitati Roma Nord, associazione di cittadini che si batte da quasi 15 anni per la tutela dei cittadini dagli effetti dell’inquinamento elettromagnetico generato da sorgenti ad alta e bassa frequenza come stazioni radio base per la telefonìa mobile, ripetitori radio e tralicci dell’alta tensione:“Con il comma 8 dell’art. 14 del recente decreto legislativo “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, noto come decreto sullo sviluppo-bis, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 ottobre scorso, viene ridimensionata drasticamente l’efficacia del Valore di Attenzione e dell’Obiettivo di Qualità stabiliti dal Decreto Ministeriale 381 del settembre 1998 e dal DPCM dell’8 luglio 2003 per proteggere la popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici in tutti i luoghi con permanenza umana non inferiore a 4 ore giornaliere e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati. Infatti:
il valore di 6 Volt/metro non deve più essere rispettato in tutti i luoghi con permanenza umana di almeno 4 ore giornaliere, ma soltanto nelle abitazioni e nelle loro pertinenze. Vengono quindi esclusi i luoghi di lavoro, le scuole di ogni tipo, i luoghi di cura e di riposo;
nelle abitazioni e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati non deve più essere rispettato in qualunque intervallo di 6 minuti ma come media nelle 24 ore;
dalle pertinenze delle abitazioni vengono esclusi i tetti, anche in presenza di lucernai, ed i lastrici solari “con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta e di pavimentazione rifinita” di proprietà condominiale.
Ne deriva che si potrà anche avere:
a) da 3 a 10 volte (cioè da 20 Volt/metro a 60 Volt/metro), come nel caso di Radio Vaticana e di tutte le emittenti in onde lunghe, medie e corte,

b) oltre 3 volte (20 Volt/metro), come nel caso delle stazioni radio base della telefonia mobile, delle emittenti radiotelevisive e della radiofonia a modulazione di frequenza,

c) oltre 6 volte (40 Volt/metro), come nel caso dei ponti radio,

il livello medio massimo ammissibile (6 Volt/metro) nelle 24 ore e per un tempo ben superiore ai 6 minuti attuali.

Chi controllerà che i gestori della telefonia mobile o la Radio Vaticana non supereranno il limite di 6 Volt/metro come media dell’intera giornata ? Nessuna sorgente di campi elettromagnetici è oggi dotata di strumentazione idonea a misurare i valori di campo elettromagnetico in modo continuativo nelle 24 ore.
Gli Enti preposti avranno mezzi e costi disponibili per effettuare controlli 24 ore su 24, anche a campione, su decine di migliaia di sorgenti elettromagnetiche sparse nel territorio italiano ?

Inoltre, nel decreto legge è scomparsa la norma (presente nel testo precedente) che prevedeva misure e modalità di intervento a carico dei gestori al fine di minimizzare eventuali interferenze tra le reti di telefonia mobile di quarta generazione e gli impianti per la ricezione televisiva domestica utilizzando un fondo costituito dagli stessi gestori. Quindi, i cittadini dovranno, a proprie spese, installare dei filtri nei loro impianti televisivi per evitare interferenze sui canali del digitale terrestre.

Tutto ciò rappresenta un totale disprezzo del governo italiano per:

1) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica condotta per il Tribunale di Roma, pubblicata a giugno del 2010 e riguardante il territorio di Roma Nord e dei Comuni vicini intorno alla Radio Vaticana, che ha dimostrato una maggiore incidenza di leucemie e linfomi nei bambini (fino a 4,7 e a 6,9 volte entro 12 km rispetto al valore atteso oltre 12 km, rispettivamente per i bambini da 0 a 14 anni e da 1 a 14 anni) e una maggiore mortalità per leucemia per tutte le età (fino a 4,9 e a 6,6 volte, rispettivamente entro 12 km e fra 6 e 12 km, per più di 10 anni di residenza, o da sempre per i bambini, rispetto a chi vive lì da non oltre 1 anno);
2) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, attraverso la propria Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC), il 31 maggio 2011 ha annunciato, con il comunicato stampa n. 208, di aver inserito i campi elettromagnetici a radiofrequenza (in particolare quelli emessi dai cellulari, ma l’agente fisico è lo stesso per tutte le sorgenti di campi elettromagnetici oggetto del decreto ministeriale) fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo a causa dell’aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (+40% di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni);

3) l’attuale situazione economica della popolazione italiana. 
Il governo italiano, invece di adottare misure di tutela nei confronti della popolazione in applicazione del Principio di Precauzione, va nel senso opposto, consentendo a breve un forte incremento dei livelli di esposizione residenziale della popolazione ai campi elettromagnetici. Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord fa appello alle associazioni e ai comitati di tutela della salute e dell’ambiente, a tutti gli amministratori pubblici e ai parlamentari che vogliono opporsi a quanto sta avvenendo, a porre in essere ogni strumento di contrasto civile fino ad arrivare ad una raccolta di firme per un referendum abrogativo di questa assurda normativa qualora dovesse essere confermata dal Parlamento”

http://www.reset-italia.net/2012/11/18/elettrosmog-il-governo-monti-diminuisce-la-tutela-della-popolazione/

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