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Il cancro della Terra dei Fuochi

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Bastano pochi numeri per fotografare il vero e proprio ecocidio che si sta consumando alla luce del sole tra le province di Napoli e Caserta, in quella Terra dei fuochi che è diventata simbolo e paradigma dei traffici illeciti di rifiuti e dell’estrema pericolosità dell’ecomafia, che attenta all’ambiente e alla salute dei cittadini.

Ecco come inizia il nuovo dossier di Legambiente sul disastro ambientale in Campania. Non è solo una questione legata alla terribile eredità del passato, da quando, a partire dal 1988-89, cominciarono in larga scala i traffici illegali Nord-Sud, con le loro devastanti conseguenze. È una brutta storia che riguarda soprattutto il futuro. Come hanno rivelato le perizie geologiche che accompagnano i processi in corso su discariche ormai chiuse, a cominciare dalla ex Resit, con le sue oltre 800.000 tonnellate di scorie di ogni tipo e le oltre 57.000 tonnellate di percolato destinate a inquinare nei prossimi anni finanche le falde idriche dell’intero giuglianese.

I numeri riescono solo parzialmente a dare l’idea del peggiore e meglio riuscito esperimento criminale giocato sui rifiuti ai danni di intere comunità. Con territori trasformati in immense cloache di veleni, con scene di degrado urbano e rurale degne di altre epoche. Popolazioni intere sottoposte a un massiccio avvelenamento di massa, come fossero finite sotto il fuoco di armi chimiche di eserciti stranieri. Avvelenamento di cui oggi, a differenza di ieri, conosciamo però i responsabili, i nomi e i cognomi, insieme alle sigle delle loro società e i numeri di targa dei loro mezzi. Veri e propri criminali che adesso dovrebbero essere chiamati, insieme a chi gli ha conferito i rifiuti e a chi, per inerzia o collusione, non li ha contrastati, a rispondere dinanzi alla legge, risarcendo i danni economici e morali alle comunità-vittime. Una speranza, questa, che vorremmo si realizzare il più presto possibile.
Questo nuovo dossier di Legambiente sul disastro ambientale in Campania vuole quindi essere un contributo di verità nei confronti dei tantissimi cittadini onesti che vivono in Campania e alla loro voglia di riscatto.

Dal 1994, Legambiente, a scadenza annuale, con i suoi Rapporti Ecomafia e i numerosi dossier sui rifiuti racconta in maniera dettagliata la faccia meno raccontata della Campania, quella dove i clan hanno l’assoluto monopolio nella gestione dei rifiuti, tutti i rifiuti, dove lo Stato pare assente e spesso colluso e dove i cittadini muoiono di cancro. Migliaia di discariche illegali di scorie tossiche, dove la terra è stata sostituita coi veleni.

Discariche illegali che nella Terra dei fuochi vengono sistematicamente incendiate, qui i roghi sono sempre accesi: servono per far sparire le tracce degli sversamenti illeciti e fare spazio a nuovi scarichi. Qui ogni notte vengono date alle fiamme centinaia di bobine e nastri magnetici con una tecnica collaudata. Si scarica materiale ad alto potere combustibile, come copertoni e resti di pellame di scarpe, poi si cospargono i terreni di rifiuti tossici: resti di fonderie, vernici, colle o morchie di nafta. E in un attimo si incendia il tutto. Alla luce del sole.

Più di 6000 roghi sono stati contati dal gennaio 2012 all’agosto del 2013,oltre 2000 i siti inquinati censiti dall’Arpac. Un vero e proprio ecocidio con inevitabili conseguenze sanitarie: i continui smaltimenti illegali di rifiuti, con la dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria, e l’inquinamento delle falde acquifere sono strettamente correlati con l‘incremento di varie forme di tumore. Un crimine in piena regola. Oggi però, grazie all’impegno di magistrati, forze dell’ordine e cittadini, conosciamo i responsabili e le aziende coinvolte in questo crimine.

Chiediamo, affinché sia archiviata finalmente la triste stagione della Terra dei fuochi, che:

  • sia rafforzata l’attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali di smaltimento dei rifiuti;
  • venga predisposta una specifica attività di mappatura dei siti inquinati e di campionamento dei prodotti alimentari provenienti da queste aree;
  • venga istituito il sito di interesse nazionale (SIN) “Terra dei fuochi” e definite le risorse e le modalità di intervento per la bonifica.

Aderiamo inoltre alla campagna End Ecocide a sostegno di una direttiva per l’introduzione del delitto di ecocidio in Europa. La raccolta firme su

www.endecocide.eu.

Firmiamo la petizione di Avaaz

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