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I livelli di radiazione a Fukushima aumentano

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E torniamo a parlare ancora del problema di Fukushima. Abbiamo affrontato l’argomento anche nei giorni scorsi dei pericoli che tutto il mondo sta rischiando con il mal contenimento degli sversamenti e della manutenzione di Fukushima.

Riprendiamo questo articolo del Giornalettismo che evidenzia come per Fukushima non ci sia un miglioramento ma bensì un tracollo.

Nonostante i ciclopici sforzi dei giapponesi la centrale di Fukushima non è ancora stata messa in sicurezza e sta cominciando a rilasciare radioattività come mai prima.

A Fukushima quasi ogni giorno c’è un problema, spesso grave, come quello  che ieri ha spinto TEPCO ad annunciare che in questi giorni  il livello di radiazioni registrato nel mare davanti all’impianto è il più alto mai registrato. Un picco improvviso che ha anche esposto sei dipendenti a livelli eccessivi di radiazioni, perché in questo caso si è trattato di un errore umano, uno degli operai ha infattiliberato per errore sette tonnellate d’acqua proveniente direttamente dall’impianto di raffreddamento dei reattori e quindi estremamente radioattiva.

Il problema principale resta quello individuato fin dall’inizio delle operazioni di contenimento dei reattori distrutti nell’incidente, i tecnici giapponesi hanno costruito un sistema di raffreddamento ad acqua che riesce a contenere la temperatura dei reattori, ma i giapponesi non possono accumulare in eterno l’acqua usata a questo scopo e quindi estremamente radioattiva. Hanno provato a costruire un serbatoio dietro l’altro, ma a parte che alcuni hanno già cominciato a perdere, la strategia non può essere perseguita all’infinito.

Pur se era previsto che l’opera di decontaminazione e smantellamento della centrale avrebbe richiesto decenni, le autorità giapponesi speravano in un percorso meno accidentato, anche perché hanno investito moltissimo nell’impresa e si è lavorato tantissimo, ma non basta, il mostro atomico non lascia tregua. Gli ultimi interventi hanno preso la forma di iniezioni nel sottosuolo per provare a costruire una barriera sotterranea che impedisse all’acqua contaminata di raggiungere l’oceano, ma non sembra dare grandi risultati, anche se gli esperti avevano giudicato la soluzione migliore dell’itesi concorrente che prevedeva di congelare il sottosuolo fino a una certa profondità per creare invece un muro di ghiaccio.

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