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Arriva il packaging biodegradabile e commestibile: è fatto con le alghe

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packaging biodegradabile alghe

Entro il 2050, negli oceani ci sarà più plastica che pesci. La soluzione? Arriva dall’Indonesia il packaging biodegradabile e commestibile di Evoware

Quello dell’inquinamento provocato dalla plastica è un problema particolarmente grave e sentito. Purtroppo, siamo stati ‘costretti’ a occuparcene più di una volta. Tra le principali fonti di questa vera e propria minaccia ambientale, gli imballaggi dei prodotti che consumiamo e utilizziamo ogni giorno. La soluzione? Le possibilità sono tante: tra queste il packaging biodegradabile o persino commestibile.

È questa la soluzione proposta dall’azienda indonesiana Evoware, che ha studiato le caratteristiche di una particolare alga, per utilizzarla come sostituto alla plastica.

Scopriamo insieme cosa si sono inventati!

Il Packaging biodegradabile e commestibile di Evoware

Come accennato, sono le alghe il segreto di Evoware. Il packaging biodegradabile sviluppato dall’azienda è infatti interamente ricavato da alcune piante marine locali. Questo involucro speciale, nell’idea dei suoi creatori, contribuirà a risolvere due problemi molto importanti.

Innanzitutto, l’immenso problema della produzione di plastica dell’Indonesia. Secondo i fondatori dell’azienda, il Paese asiatico è secondo al mondo per la quantità di rifiuti di plastica riversati negli oceani: il 90% del totale di tali rifiuti prodotti finisce infatti in mare. In particolare, il 70% di essi proviene proprio dal packaging di cibi e bevande.

La seconda questione che Evoware desidera affrontare di petto è la condizione precaria di molti ‘agricoltori’ di alghe indonesiani. Il Paese è il più grande produttore al mondo di alghe. Eppure, gli impiegati nel settore restano molto poveri: i loro figli sono spesso affetti da malnutrizione a causa delle loro condizioni precarie. L’innovativo packaging biodegradabile potrebbe dar loro una nuova e costante fonte di reddito, se diffuso in maniera capillare.

In un video, il packaging biodegradabile di Evoware

In questo breve video, David Christian, il fondatore dell’azienda spiega la mission di Evoware e le principali caratteristiche dei propri prodotti:

Usi e caratteristiche del packaging biodegradabile di Evoware

Come accennato, Evoware produce packaging biodegradabile o completamente commestibile. Ciascuno degli imballaggi realizzati con questo materiale è utilizzabile fino a due anni, e poi si scioglie in acqua calda.

Le varietà principali del prodotto sono due: una versione biodegradabile per contenere generi non alimentari (saponi, assorbenti e così via) e una versione commestibile, particolarmente adatta per avvolgere il cibo e altri prodotti alimentari (le buste per il tè, i panini, le confezioni di noodle istantaneo e via dicendo). In ogni caso, anche la versione edibile è completamente biodegradabile in acqua calda. È inoltre senza sapore, né odore, ma ricca di nutrienti: secondo Evoware, “contiene buone quantità di fibre, vitamine e minerali”.

Sul packaging si può inoltre stampare, rendendolo quindi personalizzabile a seconda del logo di aziende terze che vogliono ricorrervi. Non solo: anche il gusto e i colori sono customizzabili a seconda delle esigenze. Utilizza poi solo materiali halal, cioè secondo il rito islamico: naturale, dal momento che l’Indonesia è prevalentemente musulmana. Può infine essere riutilizzato anche come fertilizzante naturale per le piante.

Il problema con le bioplastiche “tradizionali”

Quella di Evoware è un’innovazione molto interessante. Anche e soprattutto per una ragione: come spiega TreeHugger, quelle che chiamiamo bioplastiche hanno un problema di fondo. Molto spesso, contengono infatti almeno una quota di plastica ‘tradizionale’, derivante cioè dal petrolio.

Anche se potrebbero essere, quindi, un buon modo per ridurre la quantità di plastiche che impieghiamo a livello mondiale, non risolvono a pieno il problema. E rischiano inoltre di creare confusione nei consumatori più accorti: molti potrebbero essere infatti fuorviati dalla dicitura ‘bioplastica’, credendo di poterne utilizzare in gran quantità, senza recare danni all’ambiente.

Il packaging biodegradabile ed edibile, quindi, potrebbe fornire un’alternativa ancora più radicale.

Leggi anche: Gli Usa puntano alla sostenibilità con la bioplastica made in Italy

Più plastica che pesci nell’oceano

Già oggi, la plastica negli oceani crea problemi ambientali che appaiono insormontabili. Secondo alcune ricerche, il 90% degli uccelli marini ha nel proprio stomaco almeno una piccola percentuale di plastica. D’altronde, dai meccanismi della catena alimentare non si sfugge: i rifiuti che gettiamo in mare si trasformano in piccole particelle, microplastiche vengono definite, che i pesci confondono per cibo.

Ne mangiano, quindi, e a loro volta vengono mangiati dagli uccelli. E da noi esseri umani: come ricordano da Evoware, il 25% dei pesci che troviamo sui mercati ittici di mezzo mondo sono contaminati dalla plastica.




L’emergenza è talmente grave che, secondo Dame Ellen MacArthur, ambientalista e attivista, entro il 2050 gli oceani potrebbero contenere più plastica che pesci, in termini di peso. Questo accadrà, se non facciamo qualcosa per invertire radicalmente la tendenza. Quella di Evoware è una delle tante strade percorribili verso un pianeta più sicuro e un ambiente più pulito e salutare.

foto: Evoware

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