Emergenza climatica

Emergenza climatica: l’Ue dice addio al carbone, puntando su sole e vento per la sua “svolta verde”

Prima della pandemia da Coronavirus, la nuova Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, aveva in agenda un’altra priorità: promuovere il Green Deal Europeo, letteralmente “nuovo patto verde”, volto a sostenere l’economia verde, con l’obiettivo di raggiungere emissioni zero entro il 2050.

Parliamo di un piano volto a proteggere l’habitat naturale europeo e, in una prospettiva più ampia, a contrastare il riscaldamento globale per migliorare la vita delle persone, la salute del pianeta e l’economia.

Insomma, cool Green Deal Europeo si va ben oltre la semplice transizione ecologica, trattandosi di una rivoluzione anche sociale, specie nei Paesi ancora fortemente dipendenti dal carbone.

L’ambizioso progetto del Green Deal Europeo

Un progetto ambizioso, quello del Green Deal Europeo, per cui sono stati stanziati 1000 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni, utilizzando in parte i fondi provenienti dal budget dell’Ue, ma anche istituendo programmi come InvestEu e Just Transition Fund per aumentare i fondi privati e pubblici.

InvestEu è un progetto comunitario che fa leva su circa 279 miliardi di euro di investimenti privati e pubblici per il clima e l’ambiente, cui si aggiunge il contributo dei fondi per l’innovazione e l’ammodernamento, finanziati da una parte delle entrate del Sistema di Scambio delle Emissioni (ETS comunitario).

Just Transition Mechanism (Meccanismo per la transazione giusta), invece, è uno strumento che si avvale del Fondo di transizione giusta (Just Transition Fund), fornendo sostegno mirato ai Paesi più indietro nel processo di transizione verde; è accessibile a tutti gli Stati membri, cui spetterà il compito di individuare le aree che ne avranno bisogno, in coordinamento con la Commissione.

La legge sul clima europea

Il 4 marzo scorso è arrivata la “fumata bianca” per la legge sul clima europea , la cui colonna portante, per fronteggiare l’emergenza climatica, è l‘azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050...obiettivo legalmente vincolante sul quale tutti gli Stati si sono già espressi positivamente lo scorso dicembre, ad eccezione della sola Polonia, e per il quale dovranno intraprendere tutte le azioni necessarie, in un clima di equità e collaborazione.

Nella legge sul clima europea emerge anche un altro impegno: quello di mantenere la temperatura globale ben al di sotto dei 2°C, limitando l’aumento a 1,5°, per ridurre in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici, in accordo con quanto stabilito dalla Conferenza sul clima di Parigi del 2015.

EMERGENZA CLIMATICA
Europa verde: l’Ue è pronta a dire addio al carbonio, puntando su fonti green per azzerare le emissioni entro il 2050.

La necessità di affrontare sin da subito l’emergenza climatica

L’emergenza climatica va affrontata subito, non può essere messa in pausa, nonostante la pandemia da Coronavirus.

Sebbene i cambiamenti climatici siano spesso sottovalutati e per molti non rientranti nel “cesto delle preoccupazioni quotidiane”, seppur sia difficile rapportarsi con i tempi spesso dilatati dei fenomeni ambientali, il pericolo è che l’Ue non riesca a contenere le emissioni inquinanti, ritrovandoci a fare i conti con un innalzamento delle temperature tale da rendere il Pianeta invivibile.

A riguardo, il fisico e meteorologo italiano Luca Mercalli ci descrive uno scenario che tocca profondamente l’Italia, dicendo che “la Pianura Padana diventerà calda e arida come il Pakistan” e “il Mediterraneo, nel giro di qualche decennio, sommergerà moltissime nostre città costiere“.

Il doveroso passaggio da fonti energetiche no rinnovabili a fonti green

Urge, dunque, il passaggio dall’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili a fonti green. La rivoluzione si basa su 3 pilasti fondamentali:

  • elettrificazione
  • decarbonizzazione
  • efficienza energetica

quindi un uso sempre maggiore di energia elettrica in tutti i settori (trasporti, edilizia, industria) che riduca i consumi e soprattutto accantoni le fonti fossili in favore della produzione di energia:

  • idroelettrica
  • eolica
  • geotermica
  • fotovoltaica

Il testo definitivo del Pniec

Nel testo definitivo del Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima), realizzato con la collaborazione del Ministro dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture e Trasporti, considerate le novità del Decreto Clima e della Legge di Bilancio per quanto concerne gli investimenti in tema di Green New Deal, sono previste 5 linee di intervento:

  • decarbonizzazione
  • efficienza
  • sviluppo del mercato interno dell’energia
  • ricerca
  • innovazione e competitività

Nel Pniec, il nostro Paese ha stabilito non solo che produzioni eoliche e fotovoltaiche dovranno crescere a un ritmo pari a almeno 5 volte quello attuale ma soprattutto che il carbone, la fonte fossile più inquinante, andrà abbandonato entro il 2025.

Sul fronte delle imprese, Terna ha appena varato un nuovo piano strategico per il 2020-2024 che, proprio in linea con il Green New Deal dell’Ue e con la strategia nazionale di decarbonizzazione, prevede gli investimenti più alti di sempre per 7,3 miliardi di euro.

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