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Dalla coltivazione della canapa si ricavano superbatterie migliori del litio

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Coltivazione canapa: pronte le superbatterie

Dalla coltivazione della canapa si possono ottenere supercondensatori più efficaci del grafene e del litio. E anche più economici. Questo il risultato degli studi di un gruppo di ricercatori canadesi che ha deciso di aprire un’attività per vendere le innovative superbatterie.

La coltivazione della canapa offre ogni anno delle straordinarie sorprese. Le ultime novità provengono da uno studio realizzato da alcuni ricercatori canadesi che hanno dato vita a una grande scoperta. Gli scarti della canapa possono essere utilizzati per costruire un supercondensatore in grado di garantire prestazioni superiori al grafene e al litio. Abbassando anche i costi di utilizzo e realizzazione.

Ecco come funziona.

Coltivazione canapa: dagli scarti elettrodi superiori al litio

Prima c’è stato il grafene, la nuova speranza per creare superconduttori per dispositivi elettrici ed elettronici. Oggi è la volta della canapa, che potrebbe superarlo. Secondo alcune ricerche sarebbe infatti un’alternativa più economica ed ecologica sia al grafene che agli ioni di litio. Gli studi si sono concentrati sulla coltivazione della canapa, la cui fibra è costituita per il 70% da cellulosa cristallina. Il gruppo di ricercatori della University of Alberta (Canada) sono riusciti a trasformarla in nanosheet, ovvero elettrodi in lamine sottilissime.

Coltivazione canapa: tempi di ricarica inferiori

Gli studiosi hanno focalizzato la loro attenzione sulla corteccia della pianta che attualmente viene incenerita per estrarre le parti utili. Elaborando le sostanze presenti nella fibra (tra cui la cellulosa cristallina) sono riusciti a ottenere nano materiali simili al grafene. Così hanno dato vita a un supercondensatore capace di produrre a 60° C ben 49 kW/kg. Per fare un confronto, pensate che il carbone attivo, usato negli elettrodi in commercio oggi, riesce a raggiungere solo i 17Kw/kg. Questo significa tempi di ricarica di gran lunga inferiori rispetto a quelli attuali. Le applicazioni sono tantissime, a cominciare dai dispositivi elettronici di uso quotidiano.

Coltivazione canapa: costi di produzione più bassi

La ricerca ha ottenuto un altro grande traguardo nella voce “costi” che sarebbe di gran lunga inferiore a quello di altri materiali non rinnovabili, come il grafene appunto. Gli studiosi hanno quindi dato vita a una vera startup che si chiama CQuest Partners ed è guidata proprio da David Mitlin, a capo della ricerca.



L’obiettivo è ambizioso: sostituire il grafene in ogni sua possibile applicazione nel campo energetico. Per farlo, tuttavia, dovranno superare più di un ostacolo, in primis quello burocratico: la coltivazione della canapa non è ancora legale in tutti gli Stati e oggi il gruppo è costretto a importare la pianta dal Canada.

Oggi la startup ha ottenuto più di 229mila dollari di finanziamento ed è già in contatto con potenziali clienti nel settore delle energie rinnovabili.

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