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Agro-imprenditori olandesi trasformano un parco acquatico in una fungaia

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Il progetto che ha trasformato un vecchio parco acquatico in una fungaia

Da parco acquatico a fungaia: l’ambiziosa idea che è diventata realtà grazie al crowdfounding

Molti avrebbero voluto sfruttare quegli spazi per creare l’ennesimo centro commerciale. Invece, il vecchio parco acquatico olandese è diventato una fungaia. Ecco come, qualche volta, anche i sogni apparentemente impossibili diventano realtà.

La storia del Tropicana: da parco acquatico a fungaia

Nel 2010, Tropicana, un parco acquatico presente a Rotterdam, in Olanda, è stato chiuso dopo 20 anni di attività.

Negli anni della sua chiusura, il parco è stato meta di curiosi e visitatori. Oltre che oggetto di diversi programmi di riqualificazione, finalizzati a trasformare la proprietà. Sembrava che nessun progetto potesse andare bene fino a quando, lo scorso marzo, non è stata proposta un’idea molto interessante.

Mentre molti avrebbero preferito trasformare questo luogo in un ennesimo centro commerciale, il consulente finanziario Sieman Cox ha proposto qualcosa di decisamente nuovo: convertire il parco in una fungaia.

Il sole brillava sul tetto di vetro, e ho pensato, questa è come una serra gigante in un ambiente urbano”. Qualche giorno dopo, aveva già contattato il proprietario dell’edificio per avviare il suo avventuroso progetto di agricoltura urbanaRacconta così a Wired uno degli ideatori del progetto.

Funghi che crescono grazie ai fondi di caffè

Dalla scorsa primavera, Cox ha iniziato la coltivazione di funghi nei luoghi freschi e nel seminterrato umido del Tropicana. Ha favorito la crescita dei prodotti, usando i fondi del caffè. Un’altra porzione della struttura, gli ex spogliatoi, modificata e adeguatamente climatizzata, consente di coltivare 15 kg di funghi ogni settimana.

Il progetto è stato possibile anche grazie a una campagna di crowdfounding che ha consentito di raccogliere 20mila euro. L’obiettivo finale è arrivare a produrre 150 kg di funghi a settimana.

L’impresa prende il nome di “RotterZwam”, da Zwam, una parola danese che significa appunto “Fungo”.

Per adesso, Cox e il suo collega Slegers stanno cercando di aumentare gradualmente la produzione di funghi settimanale, anche attraverso l’aiuto di campagne di raccolta fondi e l’aumento della domanda di ristoranti locali e altri clienti. L’obiettivo più vicino è quello di arrivare a far crescere 50 kg di funghi a settimana.

Cox ha già specificato che sebbene le richieste pervengano da ogni parte, preferisce mantenere il funzionamento della fungaia strettamente locale. Fornisce infatti solo le imprese presenti nel centro della città di Rotterdam.

Prossimamente, sembra che Cox e Slegers lanceranno un kit per i dipendenti da caffè! Questo consentirà a chi ne fa un consumo smisurato, di trasformare i fondi in funghi da far crescere in casa. Nel frattempo, è stato avviato un sistema di raccolta di fondi di caffè, provenienti da caffetterie locali, e trasportati attraverso le biciclette. Tutto viene prodotto e consumato entro i 3,7 km.

Gli obiettivi futuri

La speranza dei realizzatori del progetto è utilizzare anche il resto del complesso per la produzione di alimenti.

Secondo Cox e Slegers, infatti, tutto il complesso è un luogo ideale per favorire l’agricoltura verticale, la coltivazione di alghe, e altri progetti di recupero sostenibile.

A chi gli chiede come sia possibile coltivare funghi in un parco, gli ideatori del progetto rispondono: “Il luogo offre un sacco di possibilità. La gente spesso pensa che avremmo potuto usare lo spazio della piscina per i funghi, ma, anche se ci auguriamo che lo spazio principale diventerà una serra nel tempo, non lo facciamo. I funghi amano l’illuminazione diffusa e l’umidità, la piscina è troppo luminosa e asciutta. Gli spogliatoi e il seminterrato sono invece perfetti. Noi riempiamo le buste con fondi di caffè, spore, bucce di fagioli e usiamo le vecchie grucce per vestiti del Tropicana per appenderle. La gente a volte chiama le borse di funghi salsicce, perché il modo in cui pendono gli ricorda di un negozio di macellaio. Macellai vegetariani, naturalmente”.

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