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Gli insetti predano il 20% del nostro cibo ma possono anche salvarlo

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Gli insetti predano dal 10 al 20% del cibo del mondo. È questo l’allarme lanciato dai ricercatori del Centro di Ricerca in Agricoltura (Cra) per l’agrobiologia di Firenze. Le stime sono state ricavate durante un lavoro atto a stilare una sorta di atlante di insetti “buoni” e “cattivi“, presenti nel mondo. Un dato che, nel contesto in cui ci troviamo oggi, con l’emergenza Xylella e il timore dell’attacco della Popillia japonica ai pomodori della pianura Padana, sembra ancora più grave.

Infatti, non dobbiamo dimenticare che gli insetti rappresentano oltre il 65% del totale della biodiversità animale tra circa 9 milioni di specie e il problema della “perdita” del cibo dipende anche dalle leggi di mercato, che portano a scartare gli alimenti imperfetti dal punto di vista estetico, e dagli sprechi dovuti alla cattiva distribuzione delle risorse alimentari.

Tornando ai risultati dello studio, “con riferimento alla sola Italia – sottolineano i ricercatori – le stime per difetto già parlano di circa 500 milioni di euro persi dal settore agricolo per fattori diversi, insetti inclusi, per mancata produzione in castagneti, oliveti, agrumeti, senza peraltro dimenticare i dati negativi che giungono dall’apicoltura costretta a convivere con la Varroa e di recente con altri aggressori alieni come il Piccolo coleottero degli alveari e la Vespa velutina’‘.

insetti_agricoltura

Ma accanto agli insetti pericolosi, ce ne sono tanti altri essenziali per la produzione di cibo (pensiamo alle api senza le quali scomparirebbero alimenti importanti come mele, arance, ciliegie e orchidee) o utili per contrastare le infestazioni che mettono a rischio le produzioni italiane. Un esempio è dato dal pinolo, ingrediente principale del pesto ligure, attaccato dalla Cimice americana delle conifere, che può essere “salvato” da un antagonista naturale, un nemico che si riproduce nelle sue uova. Una soluzione che è stata trovata proprio dai laboratori Cra, con un progetto del ministero delle Politiche agricole.

Gli insetti non sono solo un valido aiuto per contrastare le “epidemie” che distruggono i raccolti, ma anche un potenziale alimento. Come evidenziano i ricercatori, sono oltre 1783 le specie edibili consumate in almeno 124 Paesi da circa 3000 gruppi etnici, ottime fonti di proteine, di vitamine del gruppo B e con uno scheletro ricco di Chitina, da cui si ottiene il Chitosano impiegato nei farmaci e per purificare l’acqua da pericolosi inquinanti.


I maggiori consumatori di insetti si trovano in Asia, Sud America, Africa e Australia: oltre 2 miliardi di persone consumano questi animali.

Come ricordano i ricercatori, il problema principale è comunque rappresentato dagli insetti provenienti dall’estero che attaccano le piante italiane. Nel nostro Paese, al momento, le produzioni maggiormente minacciate sono castagneti, oliveti, agrumeti.

Se però esistono insetti che possono mettere in difficoltà l’agricoltura, è sempre bene ricordare che esistono diverse strategie per debellarli, soluzioni come lotta integrata e metodi impiegati in agricoltura biologica che riducono l’impiego di pesticidi, salvaguardando l’ambiente.

(Foto in evidenza: bugguide; foto interna: myrmecos)

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