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Giornata Mondiale dell’Ambiente 2018: focus sulla plastica killer

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Giornata Mondiale dell’Ambiente

5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente: ospitata quest’anno in India, il tema per il 2018 è “Beat Plastic Pollution”, sconfiggere l’inquinamento da plastica.

Beat Plastic Pollution”, sconfiggere l’inquinamento dalle plastiche. È questo il tema scelto dal Paese ospitante, l’India, per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2018. Come ogni anno, la ricorrenza pensata dall’ONU per la salvaguardia dell’ambiente, arriva il 5 giugno, domani.

Gli eventi di sensibilizzazione in giro per il mondo vogliono essere una chiamata all’azione, per combattere quello che probabilmente è diventato il pericolo più grande per l’ecosistema di tutto il pianeta: la plastica.

Scopriamo come l’organizzazione ci invita a “sconfiggere” questo problema nella nostra vita quotidiana e come possiamo partecipare all’opera di sensibilizzazione, anche online, nei riguardi dell’ambiente.

Il tema della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2018

Un milione di bottiglie di plastica acquistate, nel mondo. Ogni giorno? No. Ogni ora? Nemmeno. Ogni minuto. A questo quantitativo enorme vanno ad aggiungersi 5 trilioni di buste di plastica, usate ogni anno.

Secondo gli organizzatori della Giornata Mondiale dell’Ambente, il 50 per cento di tutta la plastica che usiamo è usa e getta. Questo vuol dire che molto spesso, troppo spesso, va a finire nel nostro ambiente.

Sono 13 milioni le tonnellate di plastica che finiscono nei nostri oceani, ogni anno. Plastica che resiste per mille anni prima di essere completamente disintegrata e che fa il giro del mondo quattro volte, ogni anno.

Da Tokyo a New York, dalla California all’Australia, fino all’Oceano Indiano, al Mediterraneo ai mari del sud del mondo. Il problema è di tutti e non possiamo più ignorarlo.

Anche perché solo uno stupido può pensare che il problema della plastica riguardi solo l’ambiente. In quell’ambiente ci viviamo tutti noi. E se bottiglie e buste finiscono negli oceani, prima o poi finiranno nelle nostre scorte d’acqua potabile e quindi nel nostro corpo, attraverso l’alimentazione.

Leggi anche: Inquinamento plastica: “Milioni di tonnellate in mare”. Gli ultimi dati del WWF

Se non puoi riutilizzarlo, rifiutalo

Tutte verità drammatiche che conosciamo fin troppo bene. Il prossimo passo dopo la consapevolezza è quindi quello dell’azione.

L’organizzazione della Giornata Mondiale dell’Ambiente propone il modello:

If you can’t reuse it, refuse it.

Tradotto vuol dire: se non puoi utilizzarlo, rifiutalo. Qualunque oggetto in plastica che non si può riutilizzare dovrebbe essere completamente eliminato. I bicchierini per il caffè. Piatti e piattini usa e getta. Il packaging di molti prodotti.

Ecco alcune idee concrete che tutti possiamo mettere in atto:

  • Rifiuta le cannucce di plastica e chiedi ai rivenditori di bandirle
  • Porta da casa il caffè che berrai al lavoro, per evitare di consumare bicchierini e bacchette di plastica in continuazione
  • Spingi le istituzioni locali a mettere in atto politiche serie per la raccolta differenziata
  • Porta le buste da casa quando vai a fare la spesa
  • Invia e-mail di protesta alle aziende alimentari che usano packaging di plastica
  • Rifiuta le posate di plastica
  • Quando vai in spiaggia, raccogli tutti i rifiuti che trovi, almeno quelli di plastica

Leggi anche: Cannucce di plastica: Terni la prima città in Italia ad abolirle

Giornata Mondiale dell’Ambiente: un hashtag contro la plastica

Per la Giornata Mondiale dell’Ambiente è stato anche ideato un hashtag ad hoc: #BeatPlasticPollution. Da rilanciare sui social, lo slogan è stato adottato anche da alcune celebrità che hanno prestato il loro volto per un video di sensibilizzazione:

Se la plastica distrugge anche i mari italiani

Come abbiamo detto, il problema della plastica killer riguarda tutti gli esseri umani, in ogni latitudine. Come ci ricorda Legambiente, con la sua Goletta Verde, il 96% dei rifiuti che galleggiano nei mari italiano sono di plastica. In particolare, tra i più presenti troviamo:

  • Buste (16,2%)
  • Teli (9,6%)
  • Reti e lenze (3,6%)
  • Frammenti di polistirolo (3,1%)
  • Bottiglie (2,5%)

In tutto il Mediterraneo sono stati stimati 250 miliardi di frammenti di plastica. Misurata anche la “densità di rifiuti” in plastica nei mari italiani: 62 ogni chilometro quadrato nel mar Tirreno, il più inquinato, a fronte di una media di 58 rifiuti.

Una delle iniziative italiane di cui vi abbiamo parlato: https://www.ambientebio.it/ambiente/sostenibilita/cannucce-di-plastica-terni/

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