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Genova: petrolio in mare. Il punto della situazione

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Genova: paura sabato per il cedimento di una diga di contenimento. Qual è la situazione allo stato attuale.

A più di una settimana dall’incidente di Genova, il disastro che ha interessato un impianto della Iplom e ha portato allo sversamento di migliaia di litri di greggio, ecco il punto della situazione.

Dopo la paura di sabato, quando il maltempo ha causato il crollo di una diga di contenimento, sembra che l’emergenza sia tornata sotto controllo.

Sabato 23 aprile è stata, infatti, un’intensa giornata di lavori e preoccupazioni. Una corsa contro il tempo, per arginare i danni del cedimento della barriera sul torrente Polcevera e per recuperare il greggio finito in mare dopo la rottura della tubatura della Iplom.

L’emergenza è comunque rientrata durante la sera stessa di sabato.

Nelle scorse ore, infatti, la Capitaneria di porto ha revocato lo stato di emergenza locale disposto subito dopo lo sversamento di petrolio.

L’incidente di Genova ha portato all’avvio di una procedura per spegnere la raffineria di Busalla. Lo spegnimento è la diretta conseguenza del sequestro della condotta da parte della magistratura, un atto inevitabile e dovuto per far luce su cause e responsabilità che hanno portato al disastro. L’intervento sarà articolato in diverse fasi, l’ultima delle quali avverrà il 4 maggio prossimo.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, sembra che nel mare ligure sia rimasta solo una chiazza oleosa 10 chilometri a largo di Varazze che si sta dissolvendo. Per la prefettura, il 95% del materiale inquinante sversato in mare, pari a circa 450 metri cubi di petrolio, sarebbe stato già recuperato.




Continuano senza sosta – fa sapere l’ultimo bollettino della capitaneria –  le operazioni di recupero degli ormai contenuti residui dello sversamento di greggio nel Polcevera, avvenuto lo scorso 17 aprile, così come proseguono senza sosta le attività di monitoraggio e verifica della Guardia costiera ligure lungo tutto il litorale del ponente ligure“.

Nel pomeriggio di ieri, un aereo della capitaneria ha effettuato un sorvolo dell’area, confermando che il greggio finito in mare è stato quasi completamente recuperato, tranne  “una minima parte che si è dissolta sotto l’azione delle correnti che ne hanno disperso le residue iridescenze al largo“.

Adesso restano due cose da fare: bonificare gli alvei ed eliminare l’iridescenza in mare, e cercare di capire cos’ha causato l’incidente di Genova.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, nel frattempo, ha annunciato l’intenzione di promuovere una class action per chiedere i danni alla società Iplom: “Abbiamo deciso di chiedere alla Procura di Genova di disporre il sequestro urgente del patrimonio e dei beni dell’Iplom“. “Tale azione ha carattere cautelativo, e serve a garantire non solo i futuri risarcimenti, ma anche a coprire tutte le spese sostenute negli ultimi giorni dalle autorità e dalle amministrazioni competenti per far fronte all’emergenza. Una volta accertate le cause dello sversamento, se saranno ravvisabili responsabilità da parte dell’Iplom, la società sarà chiamata non solo a indennizzare i cittadini genovesi, ma anche a rimborsare lo Stato e gli enti locali per le ingenti spese sostenute in queste ore sul fronte della tutela del territorio”.

(Foto)

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