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Fiumi incontaminati del Tirolo minacciati da impianti idroelettrici

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Paesaggi incantevoli, dove foreste e acque cristalline fanno capolino tra canyon suggestivi che primeggiano tra le bellezze naturali d’Europa. È questo lo scenario che si apre davanti agli occhi di coloro che si recano nelle  valli dell’Ötzal in Tirolo. Le stesse valli e le stesse bellezze incontaminate che oggi sono messe a rischio dalla creazione di centrali idroelettriche.

Sembra, infatti, che non lontano da Innsbruck la società tirolese dell’energia elettrica, la Tiwag, vorrebbe costruire dighe e impianti idroelettrici che stravolgerebbero il corso dei fiumi.

Un modo, come dice qualcuno, per “privatizzare gli utili e socializzare le perdite” in nome del progresso.

L’allarme è stato lanciato dal WWF austriaco e riportato dal quotidiano La Stampa, sul quale si leggono alcune dichiarazioni di Thomas Diem: “Con quei lavori sarebbero condannati due fiumi, il Gurgler Ache e il Venter Ache, che scorrono intatti nel sudest della regione, nella valle di Kaunertal. E sarebbero quasi prosciugati alcuni loro tributari come il Königsbach e il Ferwallbach, importantissimi dal punto di vista ecologico. In un’altra stupenda vallata, nel Platzertal, si progetta una diga alta 120 metri e larga almeno 450”.

Non solo, sembra inoltre che la riduzione della portata dell’acqua dei fiumi ridurrebbe risorse vitali utili alla sopravvivenza della Pernice bianca e di altre specie, sia animali che vegetali, che vedrebbero distrutto il proprio habitat.

Da quanto si apprende, i costosissimi lavori (oltre un miliardo di euro) prevedono la costruzione di condotte di sei metri di diametro che inghiottiranno l’80% dell’acqua dei fiumi. Acque bianche e incontaminate frequentate da famiglie e sportivi.

L’impatto che la costruzione di queste strutture avrebbe sul paesaggio sarebbe devastante: dighe e massicce centrali idroelettriche a sovrastare e risucchiare la linfa vitale di fiumi di origine glaciale, classificati come di grande valore ecologico e indispensabili per lo studio dei mutamenti climatici.

Per un risultato, a detta di qualcuno, dai risvolti economici modesti. Troppo modesti. Secondo l’esperto Heini Glauser, per anni nel board di Greenpeace: “È antieconomico e retrogrado, meglio sarebbero impianti più piccoli, decentralizzati e sparsi e le energie rinnovabili”.

Ad opporsi alla costruzione di dighe e centrali non sono soltanto le associazioni ambientaliste, ma anche le strutture turistiche, gli allevatori e gli agricoltori.

Il paradosso, sottolineato da La Stampa¸ è che l’Ötzal è area protetta e quindi non potrebbe essere toccata. L’azienda, invece, giustificherebbe il suo intervento affermando che solo i fiumi saranno toccati dall’ampliamento delle centrali idroelettriche. Ciò che non si tiene in conto, però, è che toccare i fiumi sarà sufficiente per creare uno squilibrio paesaggistico e di risorse naturali.

Dighe e impianti cambierebbero l’intero regime di flusso dei fiumi, con delle conseguenze di vasta portata sulla natura e sulle acque sotterranee. Secondo il WWF austriaco, gli anni di lavoro necessari poi alla costruzione delle strutture, uniti all’inquinamento acustico e di materiale di scarto, sarebbero un fardello troppo grande per la salute della popolazione. Ma già qualcuno tenta di opporsi: le 18 organizzazioni agricole della Ötztal, infatti, si stanno opponendo all’unanimità all’espansione degli impianti dell’azienda TIWAG. Con loro, anche numerose associazioni ambientaliste chiedono al governo di fare qualcosa.

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(Foto: Genericdumpling (Franklin Vera Pacheco))

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