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Fiori senza più profumo: a rischio l’ impollinazione

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Api che non sono più in grado di “sentire” i fiori. È questo il nuovo preoccupante quadro dipinto da un gruppo di esperti nel loro nuovo studio pubblicato sulla rivista New Phytologist.

Quasi ogni giorno, scopriamo un nuovo effetto collaterale dovuto al cambiamento climatico. Ora, una ricerca ci mette a conoscenza del fatto che fiori e piante iniziano a perdere il loro profumo, diventando “invisibili” agli insetti impollinatori.

Una cattiva notizia, visto che le api impollinano ben il 30 per cento della fornitura di cibo sulla Terra.

La causa sarebbe tutta da attribuire agli alti livelli di ozono presenti nell’atmosfera. Livelli che secondo gli scienziati si innalzeranno ancora di più in futuro.

Il problema sarebbe da ricollegarsi al fatto che questo gas smorza i profumi dei fiori che servono ad attrarre le api, mettendo così a rischio l’ impollinazione soprattutto nei pressi delle città, dove l’inquinamento è maggiore, e così anche la quantità di ozono.

Per condurre la loro ricerca e verificare gli effetti dell’ozono sugli insetti impollinatori, gli esperti hanno preso in esame la senape nera, una pianta erbacea della famiglia delle brassicacee.

Le analisi chimiche hanno rivelato che l’ozono presente nell’aria è capace di ridurre le concentrazioni di sostanze volatili floreali presenti nell’atmosfera. Alte concentrazioni di questo gas causerebbero una rapida degradazione del profumo emanato dal fiore di questa pianta, riducendo il tempo entro cui i fiori possono essere “percepiti” dagli impollinatori.

I risultati hanno rivelato una diversa reattività con l’ozono da parte delle diverse componenti del profumo floreale, ipotizzando che l’esposizione al gas non solo degrada i profumi, ma cambia anche il rapporto dei composti nelle miscele.




Per verificare la reazione degli insetti a queste variazioni, gli studiosi hanno condotto un test comportamentale con esemplari di bombo terrestre, un impollinatore simile al calabrone, che effettivamente ha confermato una riduzione di attrazione nei confronti del fiore esaminato.

Le analisi chimiche e le risposte comportamentali degli insetti impollinatori suggeriscono quindi con forza che alte concentrazioni di ozono possono avere importanti effetti negativi sul processo di impollinazione, riducendo la distanza a cui i segnali olfattivi floreali possono essere rilevati dagli impollinatori.

Gerard Farré-Armengol, autore dello studio, spiega: “Le sostanze chimiche volatili che costituiscono i profumi dei fiori sono fondamentali per l’impollinazione di molte piante che si affidano agli insetti per la riproduzione. A causa delle alte concentrazioni di ozono, come quelle causate dall’inquinamento urbano, i profumi dei fiori possono scemare velocemente e perdere la loro funzione biologica, che è quella di richiamare gli impollinatori“.

Diverse volte abbiamo parlato dell’importanza degli insetti impollinatori e di come la vita e la nostra stessa esistenza dipenda dal loro “lavoro”. Abbiamo visto ad esempio gli effetti dei pesticidi neonicotinoidi, ma anche alcune azioni concrete che possiamo fare per aiutare questi preziosi operai della natura.

Al link, ad esempio, trovate cinque azioni concrete da compiere per salvare le api: http://ambientebio.it/5-azioni-concrete-per-salvare-le-api/

(Foto: Tracie Hall)

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