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Fermiamo la distruzione delle Alpi Apuane

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Non tutti sanno collocare le Alpi Apuane quando ne sento parlare, si tratta  di una catena montuosa del nord della Toscana, sorta nel triassico medio, ossia prima della formazione dei vicini Appennini, da cui sono divise in modo radicale da un punto di vista geologico. Sfruttatissime per il ben noto marmo di Carrara, materiale fra l’altro usato a lungo già dall’epoca rinascimentale con Michelangelo. A partire da quei tempi lo sfruttamento di quella catena montuosa non ha conosciuto sosta, ecco che Giulio Milani, scrittore abitante della zona, ha lanciato una petizione, dove si chiede al Parlamento italiano ed al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi  di limitare e quindi chiudere progressivamente l’attività estrattiva del marmo nel comprensorio delle Alpi Apuane, «prima che il dissesto idrogeologico in atto non scateni un nuovo Vajont».

La posizione  dello scrittore potrebbe dapprima sembrare estremista, ma alla luce dei numeri che Milani denuncia non lo è: “Le circa 300 cave di marmo del comprensorio delle Alpi Apuane stanno infliggendo alle montagne il più grave disastro ambientale d’Europa.[…] Circa 9 milioni di tonnellate di marmo prodotte ogni anno, i 3/4 in scaglie destinate all’edilizia e alla produzione di carbonato di calcio con cui fare i dentifrici, sbiancare la carta, realizzare dei paradossali filtri per gli acquedotti, non certo per fornire blocchi a Michelangelo”. Può essere utile fare un parallelo storico: nel 1920 dalle cave attorno a Carrara venivano estratte circa 100mila tonnellate di marmo all’anno. Oggi quasi cento volte tanto per tenere testa alla competizione di Cina, Russia, India.

Sul sito SalviamoilPaesaggio.it, Elia Pegollo, un’ambientalista di Salviamo le Apuane dichiara: “Con il marmo estratto in un anno potremmo lastricare un’autostrada a quattro corsie da qui a Stoccolma.Questo è saccheggio”. Gli si affianca Giovanna Berti, una ragazza laureata in chimica, con un’immagine tanto semplice quanto efficace: “Le nostre montagne diventano ogni giorno più basse: mia madre ha una mia foto di quando avevo sei anni, dietro di me si vede una cima molto alta. Non esiste più. È stata tagliata, come tante altre”.

Ecco che partecipare mettendo fine a questo scempio è possibile, firmiamo la petizione!!!

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