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Solare termico in Italia tra eccellenze e cali di produzione

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L’Italia, si sa, è il paese delle contraddizioni. E queste stesse contraddizioni riguardano anche le fonti di energia alternative, come il solare termico. Se da un lato, infatti, la tecnologia italiana viene premiata a livello internazionale per efficienza e sostenibilità, dall’altro, il mercato del solare termico ha registrato nel 2012 un calo del 15,4%.

È di questi giorni la notizia che l’azienda italiana Beretta ha rinnovato anche per quest’anno il contratto per l’installazione di un impianto solare termico ai piedi dell’Everest, a 5.050 metri sul livello del mare.

Un progetto internazionale, affidato alla bravura e alla tecnologia italiana. Una fiducia che il Comitato Ev-K2-CNR, che gestisce la stazione meteorologica “Himalaya” in Nepal, rinnova da ben 17 anni con l’Italia, in special modo, con l’azienda Beretta.

Il progetto sorge all’interno del Sagarmatha National Park, a Lobuche. Una zona che è un parco nazionale protetto, un ambiente delicato, in cui è necessario preservare specie animali e vegetali. E sembra che sia proprio questa la ragione per la quale il Comitato ha deciso di affidarsi all’Italia: l’alta affidabilità di una tecnologia all’avanguardia che, al tempo stesso, minimizzi l’impatto ambientale.

Dal mese di novembre, un team di tecnici italiani ha raggiunto la “piramide” per installare un impianto di solare termico dotato di 8 collettori. All’interno della struttura, sembra sia stato installato un impianto, interamente progettato in Italia, capace di immagazzinare 700 litri di acqua sanitaria a 55 °C e di riscaldare due ambienti a circa 20°C.

Un grande risultato, soprattutto se considerate le condizioni alle quali i tecnici hanno dovuto lavorare: tanto freddo e poca ossigenazione.

E proprio per la scarsa ossigenazione data dalla zona nella quale sorge la struttura, è stata installata una caldaia a condensazione tarata e controllata per funzionare anche in scarsa presenza di ossigeno.

Per gestire tutto il sistema, poi, è stato creato un software che permetterebbe di controllare la caldaia in remoto, direttamente dal nostro Paese, garantendo un monitoraggio costante e la possibilità di registrare in tempo reale il funzionamento dell’impianto. Tutto rigorosamente Made in Italy.

Una tecnologia sostenibile prodotta nel nostro paese e sfruttata a livello internazionale, che però cozza con quella che è la realtà italiana o, dando uno sguardo ancora più allargato, la realtà Europea.

Sempre in questi giorni, infatti, sono stati diffusi i dati ESTIF inerenti al fatturato registrato nel 2012 dai paesi europei. Secondo questi stessi dati, l’Italia, così come la Germania, la Spagna e l’Austria, ha registrato un forte calo rispetto all’anno precedente. Un crollo, quello italiano, stimato intorno al 15,4%.

Secondo i dati ESTIF, i settori più colpito sarebbero i sistemi di produzione di acqua calda sanitaria per le abitazioni unifamiliari. In ripresa, invece, quelli per usi commerciali e industriali.

La causa di questo crollo nel mercato del solare termico sembra sia collegata ancora al difficile clima economico che l’Europa, e l’Italia in particolar modo, sta vivendo.

Nel report si legge chiaramente: “Considerata la stagnazione economica, le rigorose misure del Governo Monti e le incertezze sul futuro degli incentivi al solare, il calo del 15,4% è da considerarsi un risultato di tutto rispetto”. L’Italia, infatti, si conferma ancora come secondo mercato europeo nel solare termico, ma possiamo veramente farci bastare un risultato del genere?

Soprattutto considerando che questo settore in un paese come il nostro, baciato dal sole, potrebbe veramente dare molto di più. Qualcosa, in vista dei nuovi meccanismi di incentivi varati dal Governo, potrebbe cambiare in futuro, ma per tornare a crescere è necessario che il conto termico diventi subito operativo e che si definiscano regole certe, snellimento della burocrazia e garanzie che possano sostenere una crescita verso questo indirizzo.

Anche perché non è concepibile che, se si guardano i dati sull’installato pro-capite, siamo quartultimi, dietro nazioni assai meno fortunate di noi in termini di irradiazione solare come Danimarca, Austria e Germania. Una crescita, la loro, dovuta a buone politiche economiche di sostegno, contrapposte alla nostra mancanza di misure incentivanti.

Fonti articolo:

(Foto www.ideegreen.it)

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