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SEU: previste agevolazioni anche a inceneritori e termovalorizzatori?

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Sono conosciuti con l’acronimo SEU, Sistemi Efficienti di Utenza e dovrebbero agevolare i sistemi di auto-consumo di energia, in particolare energia verde, invece rischiano di essere un regalo a termovalorizzatori e raffinerie.

Qualche giorno fa, infatti, il Gestore dei servizi energetici ha posto in consultazione le Regole applicative per la presentazione della richiesta e il conseguimento della qualifica SEU. Il documento, però, ha suscitato l’attenzione e la preoccupazione del M5S che ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare per far luce sulla faccenda.

I Seu sono stati istituiti in Italia, nel 2008, con un decreto legislativo. Si tratta di sistemi di produzione e consumo elettrico che mettono in collegamento diretto il produttore ed il consumatore finale, senza obbligo di intermediari. Sono stati pensati per agevolare e favorire l’autoproduzione e l’autoconsumo diretto in loco dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Come spiegato con un esempio da L’Espresso: “Immaginiamo un impianto fotovoltaico, con potenza non superiore a 20 megawatt, connesso a un unico cliente, ammettiamo un centro commerciale, in modo autonomo, senza cioè essere allacciato alla rete elettrica nazionale. Sull’energia così prodotta, in teoria, non si dovrebbero pagare gli oneri di rete e quelli cosiddetti “di sistema”, visto che la trasmissione di elettricità avviene in completa autonomia. Insomma, l’elettricità prodotta dai Seu dovrebbe costare meno al cliente finale. Un’agevolazione pensata per sostenere soprattutto il fotovoltaico, adesso che gli incentivi del Conto Energia sono stati tagliati”.

A dicembre dell’anno scorso, l’Aeeg, Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, ha emesso il provvedimento che regola questi sistemi, demandando al Gse, Gestore sei Servizi Energetici, il compito di predisporre i criteri necessari per l’ottenimento della qualifica Seu.

I problemi, secondo il M5S, nascerebbero però proprio su alcuni punti poco chiari del documento pubblicato dal Gse. Il primo riguarda la possibilità che non siano solo le rinnovabili a beneficiare delle agevolazioni, aprendo le porte anche a chi produce energia da fonti non pulite, come ad esempio i termovalorizzatori. Come si legge dal testo dell’interrogazione, si teme che tali regole applicative “amplino impropriamente la possibilità di richiedere la qualifica SEU e quindi di godere dei relativi benefici tariffari ai sistemi in cui siano presenti altri impianti ibridi (ovvero impianti che producono energia elettrica mediante combustione di fonti anche non rinnovabili), tenuto conto che potrebbero beneficiarne anche gli inceneritori ed assimilati (NCTT: gassificazione, pirolisi, plasma)”.

Il secondo punto riguarda invece gli acquirenti dell’elettricità, chiamati in gergo tecnico “Unità di Consumo” che, nel documento del Gse sarebbero visti in maniera molto restrittiva, cosa che potrebbe escludere dai benefici tariffari spettanti ai Sistemi efficienti d’utenza (SEU) e ai Sistemi esistenti equiparati ai sistemi efficienti d’utenza (SEESEU) “molte infrastrutture logistiche o di servizi quali centri commerciali, mercati generali, interporti, aeroporti, ospedali, fiere, strutture pubbliche e private di servizi, porti, eccetera, che spesso costituiscono un unico cliente finale in quanto caratterizzate da un’unica rete elettrica e un’unica bolletta dell’energia, sebbene siano presenti al loro interno più attività commerciali distinte (ad esempio in un ospedale o in un aeroporto possono insistere bar, ristoranti e negozi nella medesima area)”.

(Foto: Walmart)