Produzione di metano dalle energie rinnovabili

Si stanno sviluppando nuovi metodi per realizzare i sistemi di accumulo di energia che prevedano costi bassi. In questo ambito, una delle tecnologie più interessanti è quella di trasformare energia elettrica partendo dal metano.

Questo metano prodotto dalle fonti rinnovabili può essere conservato e inserito in una rete di tubazioni. Il processo è stato sviluppato dalla istituti tedeschi ZSW (Zentrum für Sonnenenergie Wasserstoff-Forschung und Baden-Württemberg) e IWES (Istituto Fraunhofer per l’energia eolica e sistema le tecnologie energetiche), con la collaborazione della tecnologia Solar Fuel società, che sarà sistema di commercializzazione.

Il processo consiste di due fasi. Nella prima fase, l’elettrolisi, l’acqua viene separata in idrogeno e ossigeno. Nella seconda fase, l’anidride carbonica (CO2) reagisce con l’idrogeno prodotto nella prima fase per produrre metano.

L’idrogeno ottenuto nella fase di elettrolisi è unito con il flusso di metano prodotto nel secondo stadio. Infine, il gas naturale sintetico è memorizzato o immessa nella rete di condotte. Con questa trasformazione la densità di energia è moltiplicata per tre nel processo con efficienza del 60%.

L’applicazione più interessante di questa tecnologia è quello di consentire lo stoccaggio di energia in eccesso solare o eolica generata in tempi di forti raffiche di vento, quando le turbine eoliche producono più energia di quella necessaria al momento.

Un altro vantaggio, nel caso tedesco, esso utilizzerà l’infrastruttura già costruito: rete di gasdotti del paese, che ha una capacità di oltre 200 TWh. Infine, il metodo è un’alternativa per il recupero di CO2.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Comment

  • Il problema e’ che purtroppo e’ nei rendimenti. Un ottimo generatore di idrogeno per elettrolisi rende il 60% + ossigeno, al quale unisco co2 (prelevato dall’aria) e ottengo metano e calore con una resa finale del 35 % circa. A questo punto devo riconvertire l’energia il metano in energia elettrica con una resa di circa il 60%. Moltiplicando i rendimenti ipotetici 60 35 e 60 ottengo una resa del sistema pari al 12 %. Ossia se avanzo 100 W ne accumulo 12. Vale la pena? Per me no e a momento, come gia’ detto l’unica strada rimane nucleare, con rinnovabili ed idroelettrico. Ossia con il nucleare copro il 40%, ossia il rumore di fondo, con le rinnovabili il corpo della giornata e con l’idroelettrico in uguale percentuale le compenso. Il tutto a bassissime emissioni ed a rendimenti certi.

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