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Messa al bando delle lampadine alogene, Italia e Germania oppongono resistenza: “Non siamo pronti”

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In questi giorni dovrebbe discutersi a Bruxelles il sesto stadio del processo di miglioramento dell’efficienza del parco lampadine europee, che prevede la messa a bando delle lampadine alogene di categoria C e D.

Sembra, però, che sullo svecchiamento del mercato dell’illuminazione, in favore della tecnologia a Led, più ecologica ed efficiente, ci siano ancora delle resistenze.

Le vecchie lampadine a incandescenza sono state soppiantate, nel corso degli anni, da quelle alogene. Queste lampadine, nelle loro versioni meno efficienti (categoria C e D) sono state immesse nel mercato quando ancora esistevano le vecchie lampadine a incandescenza. Per questo, riportano ancora diciture come “ecolamp”, pur essendo tra i peggiori prodotti presenti in termini di efficienza energetica.

Come riporta Repubblica, sembra che siano proprio Germania e Italia i Paesi a fare maggiore resistenza al ritiro dal commercio dell’illuminazione alogena: “Come denuncia Legambiente, l’Italia con una mail del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Enea ha dichiarato che ritardare la messa al bando delle alogene non è sufficiente: bisogna proprio rinunciare a metterle al bando. Anzi, di più: che l’Ue non si sogni di chiedere che da settembre 2015 tutti i lampadari siano compatibili con i Led”.

efficienza energetica_lampadine

Il quotidiano riporta però anche la posizione di Enea, l’Agenzia nazionale per l’energia e le nuove tecnologie, che smentirebbe le accuse affermando che più che un problema politico, si tratti di un problema tecnico: “Ad oggi, vi sono problematiche tecniche, normative, di sicurezza e di benessere dei consumatori tali da non consentire la piena sostituzione in tutte le applicazioni domestiche entro il 2015. Da qui il nostro parere tecnico che il ministero dello Sviluppo Economico ha fatto proprio”.

Repubblica si pone a questo punto una serie di domande, ipotizzando la presenza di un interesse economico, da parte della Germania, a continuare a mantenere sul mercato questo tipo di lampadine, perché tra i maggiori produttori europei di alogene.

Pronta la replica di Enea, secondo cui, “Tenuto conto che tutti producono tutte le tipologie di lampade in Europa o fuori Europa e che i Led costano molto di più delle alogene i produttori tedeschi guadagnerebbero assai di più vendendo Led che alogene. La Germania si oppone probabilmente per le stesse ragioni dell’Italia: il benessere dei consumatori”.

Secondo un rapporto commissionato dai governi di Belgio e Svezia, la tecnologia a Led si è dimostrata più rapida del previsto nell’invadere il mercato con prodotti convenienti ed efficienti. L’Europa, in tal senso, è in ritardo dunque nel suo adeguamento, sia alla ricerca scientifica, che alle necessità di un efficientamento energetico.

Perché siamo ancora così indietro allora? La risposta di Davide Sabbadin, responsabile Efficienza Energetica di Legambiente è: “Evidentemente la posizione del governo italiano su questo tema è legata a una visione vecchia che non considera o non si è accorta del boom che nel frattempo hanno avuto le lampadine a Led sul mercato. Senz’altro è una posizione da rivedere”.

Eppure, secondo il Clasp, un gruppo operativo negli standard energetici, che ha stilato il rapporto sopra citato, prolungare la vita delle lampadine alogene, facendo slittare il loro pensionamento dal 2016 al 2018 come ipotizzato in una proposta Ue, potrebbe costare 8,6 miliardi di euro in termini di mancati risparmi energetici.

Il costo delle lampadine a Led prese in esame per l’indagine varia tra i 6,16 e i 28,42 euro, contro un prezzo medio di poco più di due euro per una lampadina alogena di pari potenza. Per produrre la stessa luce, tuttavia, le alogene consumano dieci volte più elettricità rispetto ai Led.

Nel rapporto si legge: “La proposta di estendere la vendita delle lampadine alogene in Europa dal 2016 al 2018 può ritardare ulteriormente l’introduzione di un’illuminazione efficiente in Europa”.

(Foto in evidenza: i.i.cbsi; foto interna: economicprogressalliance)

  • Fabrizio MARCELLA

    Vorrei capire perché ci hanno rifilato le lampadine alogene come ecologiche quando basta avvicinare la mano alla lampadina per capire dal calore che emana che consuma uno sproposito.
    Però con l’Europa siamo alle solite: reazione isterica o interessata ad un problema.
    Considerato che negli ultimi 30 anni sono stati prodotti apparecchi di illuminazione che accettano solo lampade alogene, cominciamo a non produrre più questi apparecchi non compatibili con lampadine diverse dalle alogene. Così sarà il mercato a fare la scelta giusta senza imposizioni dall’ “alto”.
    Comunque capisco che rispetto alle questioni dell’euro, della Grecia (e dell’Italia) e dell’Ucraina, dei rappori con la Russia nonché del trattato commerciale con gli USA, quello delle lampadine alogene sia un problema gravissimo che deve avere la precedenza su tutto il resto.
    Fabrizio Marcella – Pisa