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L’uomo che portò “ la luce “ nel centro Italia: Aldo Netti, costruttore di Centrali Idroelettriche

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Tra le energie rinnovabili disponibili in Umbria , ancora oggi l’idroelettrica è la maggiore fonte di energia. Inoltre l’impatto ambientale in questi anni si è ridotto di molto , creando nuovi ecosistemi ed addirittura oasi faunistiche nei laghi artificiali creati dagli invasi delle centrali , che si fondono armoniosamente con la natura.

Accendendo la luce o collegando un computer , diamo per scontato di avere a disposizione l’energia elettrica . Per questo ogni cittadino  dovrebbe dire grazie ad Aldo Netti , che per primo nel nostro territorio ed in Italia utilizzò la forza dell’acqua per realizzare una centrale idroelettrica.
Il 10 novembre del 1892 , alla presenza del Sindaco di Narni Paolo Eroli iniziò a funzionare la prima Centrale elettrica della zona , ( in quel tempo chiamata Officina ) erogando una potenza di 60 kw , l’energia per accendere n° 700 lampade a Narni , la vicina cittadina, che fu una delle prime città in Italia ad avere la luce elettrica . Il Teatro fu il primo ad essere illuminato , poi il resto della città . Nel 1893 fu aggiunto un nuovo alternatore da 30 kw e le lampade accese raggiunsero il numero di 1200 circa .

Aldobrando Netti trae i suoi natali a Stifone presso Narni il 1 gennaio 1869 , da un modesto lavoratore, Pietro Netti, esercente di un piccolo molino a grano . Compiuti i corsi elementare e tecnico, a 12 anni deve abbandonare le scuole per assoluta mancanza di mezzi; ma non cede all’avversa fortuna, e continua da se stesso lo studio, dividendolo col duro aspro lavoro giornaliero. Vince una borsa di studio di L. 600 del Comune di Narni, e lascia allora la casa paterna per correre a frequentare l’Istituto Tecnico di Terni. Nel 1885 vince una terza borsa di studio di L. 2000 della Deputazione Provinciale Umbra e passa all’Istituto Superiore Politecnico di Milano, dove si laurea in ingegneria industriale.
Realizza per prime le centrali di Narni poi esegue l’impianto di Fabriano, ed intraprende quello di Viterbo. Così a soli dieci anni dalla laurea, questo giovane, privo di mezzi e di aiuti, forte solo della sua forte volontà agli ex-compagni, laureati con lui nell’anno 1901 e riuniti a fraterno convegno in Milano, può enumerare, con legittimo orgoglio, i suoi lavori che portavano l’energia elettrica nei principali centri del lazio e dell’Umbria, quando ancora, nell’Umbria solo Terni e Perugia, e nel Lazio solo Roma godevano i benefici dell’illuminazione elettrica.
Percorre una carriera eccezionale e nel 1921 e 1924 diventa Deputato . Nel 1925, il 15 luglio, di ritorno dalla missione governativa di Londra, moriva in Roma, quando aveva in animo di far sorgere in Orvieto un grande Stabilimento Industriale, ed aveva già in parte attuato questo suo proposito, acquistando il terreno presso la Stazione Ferroviaria, e iniziate le trattative per vederlo effettuato.
Proprio nel borgo di Stifone si trovano ancora i ruderi di due piccole centrali che hanno fatto la storia industriale del territorio umbro, la Centrale di Stifone e la centrale della Morica , opere attualmente in parte sommerse dalle acque , ma che furono determinanti per dimostrare che era possibile utilizzare l’energia motrice dell’acqua per generare corrente elettrica.

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