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L’impatto della geotermia sul paesaggio e l’economia locale di Grosseto

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Il Coordinamento dei  Comitati della Provincia di Grosseto, insieme alle Associazioni Nazionali  , WWW e A.C.U sottolineano che il paesaggio rurale non è semplicemente un’assenza di altre attività più redditizie, ma una risorsa di primaria importanza per coloro che da esso ci vivono, sia nell’ambito del turismo che come produttori agro-alimentari di alta qualità, esportati  riconosciuti in tutto il mondo. Richiamiamo la protezione conferita dalla Costituzione Italiana, in troppi casi completamente trascurata. In più, le zone selvagge sono dei grandi polmoni per un mondo ormai troppo cementificato, che mantengono i requisiti indispensabili per la sopravvivenza di tante specie. Le zone protette non potrebbero mai garantire da sole la presenza continua delle specie a rischio, se non in un contesto di una campagna integra.

Invece di essere una zona spopolata,  pur essendo ancora considerata “svantaggiata”, qui ci sono migliaia di piccole imprese, tra cui gli agriturismi, case vacanze, alberghi, e ristoranti che contano su un flusso di turismo per vivere. Ci sono  produttori agro-alimentari, tra i quali tanti biologici, e quelli che, come coltivatori custodi, mantengono delle specie antiche importante per la nostra biodiversità. Ci sono anche le Terme di Saturnia, che portano un grande indotto non solo a Manciano.

In realtà, il numero di queste piccole imprese è in aumento perché, finora, si percepisce una possibilità di fare una vita semplice ma sana nel nostro territorio, tagliando le spese quotidiane ma aumentando la qualità della vita, scappando dalle città.

Quante di queste imprese saranno costrette a chiudere?

Dove ci sono vaporodotti, ciminiere e cattivi odori di gas tossici non ci sono, sicuramente, turisti. Per quanto ENEL sostiene che Larderello attira un flusso di turismo proprio per la geotermia, si capisce invece che quella zona gode la più bassa crescita in tutta la Toscana. Analogamente, Monterotondo Marittimo, 5 centrali Enel per 100MW installati, geotermia esistente dagli anni 60, dichiarato ufficialmente “area depressa”. Viceversa, sul Monte Amiata, molti hanno investito ingenti somme per svolgere attività che contano sopratutto sul paesaggio, essendo lontani dalle famose città storiche come Firenze o Siena. Attività che, nonostante anni di crisi, in qualche modo sono riusciti a mandare avanti, creando indotto e non pochi posti di lavoro. La deturpazione del paesaggio li priva della loro risorsa principale.

Il notevole inquinamento prodotto dalla Geotermia Amiatina rimette in discussione la qualità e il buon nome dei prodotti agro-alimentari.  I vivai, gli uliveti, i castagneti e vigneti saranno messi a rischio di moria da aria, suolo, ed acqua cariche di sostanze tossiche.

Come faranno tutte queste imprese a continuare le loro vite indisturbate, come è nel loro diritto?  Non sarà possibile traslocare e continuare altrove – gli immobili saranno invendibili – chi si comprerebbe una casa davanti un enorme tubo d’acciaio, o un pozzo che fa rumore di giorno e di notte? E poi, I prodotti tipici nati dal nostro territorio non si possono produrre da un altra parte. Nel contraddittorio a Firenze, tra i numerosi gruppi interessati e ENEL, del 18 luglio, è stato chiesto quanti posti di lavoro potrebbero risultare se l’ampliamento della geotermia Amiatina fosse autorizzata – la risposta fu 120, dei quali 100 nella fase di costruzione e 20 dopo in fase stabile, ma non tutti  qui. Le centrali vengono monitorate da lontano.

Non illudiamoci che la geotermia porta sviluppo. A Larderello, l’ENEL sembra essere l’unica industria. Per ogni posto di lavoro offerto dall’ENEL, quanti saranno persi dal turismo, ristorazione, agricoltura? ENEL finora non ha dato risposte concrete, il discorso non sembra interessarla. Migliaia di persone vivono qui, custodendo la campagna  anche dalle frane che si sono verificate in posti lasciati in stato di abbandono. Perché si chiede il sacrificio di queste persone? Perché le costringiamo a perdere tutto ciò che hanno realizzato nella loro vita? Non abbiamo mai sentito parlare di un centesimo di risarcimento per la notevole perdita di valore immobiliare, compreso gli immobili legati alle aziende turistiche. Comunque il valore del nostro patrimonio paesaggistico è impagabile. Perché vogliamo rassegnarci al suo degrado?

In un contesto dove la richiesta energetica è in calo per via della crisi, in una provincia dichiarata primo distretto rurale d’Europa, che già produce 150% del suo fabbisogno energetico, tutto da fonti rinnovabili, che senso ha insistere ad ampliare la produzione che gonfierà inutilmente la Bolla Energetica? Il Protocollo di Kyoto richiede che l’energia venga prodotta in modo efficiente, che sia VERAMENTE rinnovabile, e non emetta CO2, e che sia prodotta vicino ai luoghi di consumo. Le grandi centrali sono fuori posto qui, sono cattedrali nel deserto – ma cattedrali che portano miseria e perfino la morte alla popolazione locale.

 

W.W.F  – Angelo Properzi

A.C.U. (Associazione Consumatori) – Miriam Croxatto

 

Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientaliste Provincia di Grosseto – Presidente Meschinelli Lamberto.

Segreteria: Via Cipro, 169 – 58100 Grosseto.

Tel. 3491773517- Mail:  danielapasini57@yahoo.it