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Nascono i lampioni alimentati con la cacca di cane. Ecco come funzionano

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cacca di cane

Riutilizzare la cacca di cane per illuminare le strade. Una soluzione bizzarra che è già realtà, grazie all’idea di un inventore inglese

Lampioni stradali alimentati con cacca di cane. L’ultima trovata di un inventore inglese, Brian Harper, per produrre energia da sostanze di scarto.

Il potere nascosto di ciò che ci circonda: dalle alghe alla cacca di cane

Negli ultimi anni le ricerche volte a creare energia alternativa, sfruttando ciò che ci circonda, sono aumentate in maniera esponenziale. Da lampade alimentate a microalghe e capaci di assorbire CO2, si è giunti al più moderno uso della luminescenza, capace di rendere le piante delle lampadine utili a illuminare case e strade pubbliche. Oggi, però, la ricerca si spinge oltre, utilizzando come fonte di energia una sostanza di scarto con cui molti di noi fanno i conti quotidianamente: la cacca di cane.

Come nasce il progetto

Brian Harper, è un inventore inglese che si è trovato un giorno a ragionare su come ricavare vantaggio da una situazione incresciosa e reiterata. Così, circa tre anni fa, stufo ormai di trovare continuamente appesi sugli alberi o ai bordi delle strade sacchetti pieni di escrementi di animali, ha iniziato a lavorare al suo progetto. E oggi è arrivato a creare un’idea utile e bizzarra: dei lampioni alimentati con cacca di cane.

Come la cacca di cane alimenta i lampioni

Il concetto alla base è molto semplice: i proprietari dei pelosi depositano la cacca di cane dentro un’apertura: la bocca di un digestore anaerobico. Una volta fatto, girano la maniglia. Un’operazione semplicissima, che richiede pochissimi secondi. Il contenuto viene successivamente suddiviso in microrganismi . Dal processo derivano metano, adoperato per alimentare la luce dei lampioni, e fertilizzante. Secondo l’ideatore, potrebbero bastare 10 sacchetti di escrementi per alimentare i lampioni per due ore ogni sera.

Harper ha sviluppato il suo progetto pilota con i finanziamenti dell’area Malvern Hills of Outstanding Natural Beauty. Il passo successivo è cercare di far adottare la tecnologia ai gestori dei parchi urbani.

Il potenziale non pienamente sfruttato del letame

Gli esseri umani adoperano il letame animale praticamente da sempre. I digestori anaerobici su piccola scala sono comuni in molti Paesi in via di sviluppo, mentre gli impianti più grandi, capaci di produrre calore ed elettricità sono utilizzati soprattutto in Occidente.

In India, ad esempio, sono stati realizzati dei piccoli biodigestori domestici finalizzati a creare gas dal letame di mucca. Entro il 2019, l’iniziativa potrebbe essere implementata su più larga scala.




Nel Regno Unito, la GENeco di Bristol, una consociata di Wessex Water, tempo fa ha avviato il suo processo Bio-Bug in cui un Maggiolino VW veniva modificato, in modo da poter funzionare con metano estratto dagli escrementi umani.

I progetti e la volontà per crescere e fare meglio ci sono. Tuttavia, il ricorso a sostanze di scarto come gli escrementi rimane ancora un potenziale non pienamente sfruttato. In parte anche a causa della disponibilità immediata dei combustibili fossili.

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