Home Energia La Toscana critica il monopolio Enel dell’energia

La Toscana critica il monopolio Enel dell’energia

226
0
CONDIVIDI

Credo che chiunque abbia ragionato sul sistema energetico italiano e sulle problematiche connesse ad esso si sia chiesto il motivo per cui la rete energetica nazionale sia affidata ad un ente privato, cioè Enel spa. Rientra nelle “false liberalizzazioni italiane” dove lo stato invece di mantenere le reti di dominio pubblico ( vedi anche quella telefonica e ferroviaria ad ad esempio ) ha deciso di smantellare il pubblico per (s)vendere ai privati. Il risultato dal punto di vista della qualità dei servizi è sotto gli occhi di tutti. Una domanda interessante l’ha posta il presidente della regione Toscana Rossi.


Perché l’Enel deve avere la privativa fino al 2024?”. La questione a cui Enrico Rossi si riferisce è quello sulla risorsa geotermica territoriale su cui il gruppo energetico detiene attualmente il monopolio a livello nazionale. Così la richiesta al Governo Monti, già ribattezzato “Governo delle liberalizzazioni”: “Perché non fanno un passo in più e tolgono questo monopolio, attribuendo almeno il demanio geotermico alle Regioni?”, domanda Rossi annunciando di aver già scritto all’amministrazione Monti per portare il problema sotto i giusti riflettori, Problema che, non ha dubbi  Rossi, sta penalizzando “pesantemente” il proprio territorio. “Questo è un tema serio, più di quello che riguarda le chiusure festive 3 o 4 volte all’anno”.di recente il presidente della regione Toscana, Rossi, in merito alla risorsa geotermica.

E infatti è proprio il calore della terra una delle fonti rinnovabili su cui la  Regione intende puntare per non mancare gli obiettivi del Burden Sharing. Un tema caldo e da tenere in primo piano quello dell’energia rinnovabile per l’amministrazione toscana che solo qualche giorno fa si è incontrata con le Direzioni generali  Energia e Azione Climatica della Commissione europea per proporre un asse di sviluppo basato sulle energie rinnovabili e la tutela ambientale da costruire insieme all’Europa.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here