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In arrivo l’inchiostro per stampare le celle solari

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Un gruppo di ricercatori australiani ha creato delle celle solari stampabili. Il segreto della loro invenzione risiede in un inchiostro molto particolare, un inchiostro solare, che può essere stampato su supporti anche piccoli, trasformandoli in dispositivi capaci di produrre energia rinnovabile.

La tecnologia alla base del progetto, che consente all’inchiostro di catturare i raggi solari e di convertirli in energia, è stata sviluppata da un consorzio comprendente l’Ente nazionale di ricerca Csiro e due università di Melbourne, in cui hanno lavorato 50 ricercatori fra chimici, fisici e ingegneri. Dopo una serie di sperimentazioni, il prodotto è adesso vicinissimo alla commercializzazione.

In pratica, attraverso l’uso di una comunissima stampante commerciale, adeguatamente modificata, uno strato sottilissimo di questo prodotto viene depositato su una materia plastica che, a sua volta, si trasforma in una sorta di cella solare. Questo rende i supporti creati molto versatili e adatti, ad esempio, a ricaricare computer e smartphone. Pensate se venissero stampate delle custodie fatte di inchiostro solare. Allo stesso modo, i supporti creati potrebbero essere applicati sulle finestre dei palazzi, come una sorta di strato semitrasparente. Anche se sembra che, per il momento, queste cellule siano meno efficienti dei comuni pannelli solari, costruiti in silicio.

Il team di ricerca lavora su questo progetto dal 2007. All’inizio, la squadra era riuscita a produrre celle solari della grandezza di una moneta. Poi, col tempo, è riuscita ad aumentare le dimensioni, fino ad arrivare al formato A3.

La scienziata del Csiro Fiona Scholes, che coordina il progetto, ha spiegato che la soluzione “è molto a buon mercato. Il modo in cui funziona è piuttosto diverso dal convenzionale pannello solare di silicio installato sui tetti”.

I creatori assicurano che qualsiasi superficie di plastica potrebbe essere adattata e sostituita da questi pannelli solari. “Noi li stampiamo su plastica in più o meno allo stesso modo in cui stampiamo le nostre banconote di plastica” ha detto la Scholes.

Diverse aziende hanno espresso il loro interesse per portare il prodotto al livello successivo di commercializzazione.

Come ha spiegato Fiona Scholes, il progetto “è un grande passo avanti perché queste celle si possono applicare ovunque e funzionano anche in condizioni di nuvolosità. Inoltre la consistenza è migliore del silicone”.

Sembra che l’inchiostro solare possa essere suscettibile a successive migliorie, spingendo ulteriormente in avanti la tecnologia, negli anni a venire. Per il momento, il team sta lavorando su un rivestimento a spruzzo solare.

(Foto: csiro)

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