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Come dimezzare le bollette? Ecco gli impianti combinati termico/biomasse

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impianti combinati

Risparmiare ancora di più in bolletta, grazie all’installazione di impianti combinati. Ecco l’esempio di un sistema formato da solare termico e dispositivo di riscaldamento alimentato a biomasse

Gli impianti combinati sono dei sistemi che utilizzano in modo intelligente diverse fonti di calore, massimizzando la resa e rispondendo ai bisogni specifici delle varie strutture in cui sono installati.

Un esempio di questo genere è riportato da Qualenergia che descrive l’abbinamento tra solare termico e caldaia o stufe a biomasse (pellet, legna e simili per intenderci).

Ecco come funziona.

Impianti combinati per strutture private

Gli impianti combinati possono essere installati praticamente ovunque: in case mono e bifamiliari, in piccoli condomini, in agriturismi. Il loro compito è garantire il risparmio dei consumi.

L’esempio presentato da Qualenergia ha portato in tre anni quasi a dimezzare la spesa dell’impianto di riscaldamento.

Vediamo insieme di che cosa si tratta.

Impianti solari termici e caldaie a biomassa

Gli impianti solari termici sono dei dispositivi che catturano la luce del sole, sfruttandola per diversi usi. L’energia solare, infatti, può andare anche ad alimentare gli impianti di riscaldamento, sostituendosi alle tradizionali caldaie alimentate a gas naturale.

Leggi anche: Come costruire un pannello solare termico con delle lattine usate

Tra i più comuni impianti di riscaldamento a biomasse troviamo stufe e caldaie alimentate a legna o pellet. Il vantaggio delle caldaie è che, adeguatamente collegate, possono garantire il riscaldamento dell’abitazione e la produzione di acqua calda sanitaria, con notevoli risparmi economici.

L’esempio che descriveremo brevemente di seguito combina insieme un impianto solare termico con una caldaia alimentata a legna. Un’ottima soluzione per chi vuole energia pulita in casa, dimezzando i costi in bolletta.

Va da sé che le caratteristiche e le dimensioni degli impianti variano in base alle singole esigenze, alla tipologia di edificio in cui vengono installati, al livello di coibentazione e alla zona climatica di appartenenza.

Impianti combinati: l’esempio realizzato in provincia di Venezia

Come dicevamo, uno degli esempi migliori di impianti combinati è quello realizzato in provincia di Venezia.

L’abitazione aveva una superficie di 300 mq (classe G) ed era riscaldata tramite termosifoni.

Inizialmente, gli impianti di riscaldamento erano due termo cucine a legna e una piccola caldaia a metano. Ogni anno, i proprietari dell’abitazione consumavano intorno a 300 quintali di legna. Non riuscivano, tuttavia, a riscaldare efficacemente tutte le stanze.

Successivamente, il proprietario della casa ha deciso di installare un impianto solare termico di circa 8 mq, abbinandolo ad un puffer (tank in tank) di 750 litri in modo da accumulare calore per la fornitura di acqua calda sanitaria e per contribuire al riscaldamento.

Grazie al conto termico, il proprietario si è deciso a installare in abbinato una caldaia da 40 kW a legna, con rendimento intorno al 94%. Il dispositivo scelto permette inoltre un’alimentazione a pellet.

Il sistema è stato integrato con un secondo dispositivo di accumulo della capacità di 2500 litri, collegato in serie con l’altro già esistente da 750 litri. Un modo per stoccare l’eccesso di calore solare dei mesi caldi, rifornendo su richiesta il puffer più piccolo.

Dopo tre anni di funzionamento il consumo di legna è diminuito dai circa 300 q iniziali a 160 q, mantenendo l’obiettivo di una temperatura media intorno ai 21 °C in tutta l’abitazione.

La spesa complessiva per l’ammodernamento dell’impianto termico è ammontata a 20mila euro. Circa la metà di questo importo è stato recuperato grazie alle agevolazioni previste dal Conto Termico.

Il costo di un impianto solare dipende da un insieme di variabili, tra cui: il tipo di collettori scelti, la complessità impiantistica, le dimensioni dell’impianto. Case più piccole e meglio coibentate, ad esempio, possono prevedere caldaie con potenze inferiori e superfici collettori non oltre i 4-5 mq.

 

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