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Giappone: prime estrazioni di gas scisto in alternativa al nucleare

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In questi giorni un avvenimento storico per il Giappone, che malgrado stia ultimando l’ultima centrale nucleare già programmata prima del disastro di Fukushima, ha avviato la prima estrazione di petrolio di scisto nella prefettura di Akita sull’isola principale di Honshu.

In previsione di voler abbandonare il nucleare a loro dire entro il 2030, si cercano sistemi alternativi green per garantire il fabbisogno del paese, teniamo presente comunque che questa estrazione copre solo il 10% del fabbisogno annuale. Ci chiediamo se questa è veramente un alternativa green, lo scisto altro non è che un tipo di bitume sedimentario dal quale, con opportuni e dispendiosi procedimenti chimici, si può ottenere gas naturale non convenzionale.  L’estrazione di questo comporta però dei sistemi molto difficoltosi che andrebbero a minare i terreni, creando trivellazioni orizzontali che sarebbero invasive a livello di superficie territoriale. Oltre a questo problema si calcola che il suo quantitativo sia limitato nel tempo. Ci continuiamo a chiedere come sia possibile che non si prendano in seria considerazione le energie veramente rinnovabili.

Questo video ci illustra bene la situazione che si è venuta a creare negli U.S.A a causa delle estrazioni di scisto che sicuramente è un’ alternativa più verde rispetto a petrolio e carbone, ma è invasiva a livello di occupazione del territorio e di problematiche legate alle abitazioni limitrofe.

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