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Fotovoltaico bifacciale: parte da Catania la rivoluzione dell’energia solare

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fotovoltaico bifacciale

Al via il progetto Enel di riconversione del polo catanese che vede l’introduzione del fotovoltaico bifacciale. Dopo un investimento di 80 milioni di euro, la nuova linea di assemblaggio dei pannelli è pronta a partire

In questi giorni, il polo catanese di Enel sta attirando l’attenzione del mondo delle energie rinnovabili. Dopo un ingente investimento e qualche anno di lavori, è tutto pronto per la riconversione della fabbrica di pannelli solari a film sottile. Lo stabilimento sarà ora specializzato nella produzione di pannelli a fotovoltaico bifacciale. Una tecnologia a “doppia faccia” che da qualche anno a questa parte sta attirando produttori e scienziati. Ecco di che cosa si tratta.

Fotovoltaico bifacciale: l’innovazione dell’energia solare

Nel 2011, a Catania, grazie a una Joint Venture tra Enel Green Power, STMicroelectronics e Sharp, nasce una fabbrica di pannelli solari a film sottile. Nel 2015, Enel acquisisce le quote dei partner, diventando l’unica proprietaria. L’obiettivo dell’azienda è “svecchiare” la struttura, proponendo qualcosa di più innovativo: il fotovoltaico bifacciale.

Nel 2015, Enel annuncia infatti l’investimento di 80 milioni di euro per la riconversione della struttura. Da allora, molta strada è stata fatta. Oggi, infatti, la centrale 3SUN 2.0 è pronta per entrare in funzione. Ma che cos’è effettivamente il fotovoltaico bifacciale?

Scopriamo insieme il fotovoltaico bifacciale

Il fotovoltaico bifacciale è una tecnologia a “doppia faccia” che consente di catturare l’energia solare, appunto, fronte-retro. Si tratta di un’innovazione che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di produttori e scienziati. E che ha visto nascere collaborazioni importanti come quella tra l’italiana Silfab Spa e la tedesca International Solar Center Konstanz, che ha portato alla creazione della cella bifacciale BISoN.

Il progetto di fotovoltaico bifacciale di allora, ad esempio, prevedeva la creazione di due facce posteriori, di cui una attiva, in grado di assorbire la luce circostante aumentando il grado di efficienza dell’impianto.

Il fotovoltaico bifacciale di tipo HJT

Il progetto di Enel prevede la creazione di un pannello fotovoltaico bifacciale di tipo HJT, heterojunction technology, letteralmente “tecnologia a eterogiunzione”.

Si tratta di una soluzione che collega tra di loro tipi differenti di silicio, per raggiungere una percentuale di conversione dei raggi solari superiore al 26%.

Le celle così pensate, risultano costituite da due strati ultra sottili di silicio amorfo con intercluso uno strato di silicio monocristallino.

Pensate nell’ottica del fotovoltaico bifacciale, le celle hanno appunto due superfici foto attive, una anteriore e una posteriore, dando la possibilità di produrre circa il 10-15% in più di elettricità rispetto a un impianto convenzionale.

Leggi anche: Arrivano i pannelli fotovoltaici ad alta efficienza: producono il 20% in più

Il futuro del progetto

Il piano di attuazione della fabbrica a fotovoltaico bifacciale prevede tre step. Il primo, che partirà dal secondo trimestre 2018, prevede l’avvio della nuova linea di assemblaggio dei pannelli in fotovoltaico bifacciale, con una capacità produttiva massima di 80 MW/anno.

La seconda fase, operativa dal primo trimestre 2019, prevede invece l’installazione di una nuova linea produttiva di celle di tipo HJT, con una capacità produttiva massima di 110 MW l’anno. Nel terzo trimestre 2019.

L’ultima fase, prevede invece di raddoppiare la capacità produttiva della linea fino a 200 – 250 MW/anno.




L’obiettivo è mettere sul mercato un pannello solare da 395 W con una resa del 20%, ossia dieci punti percentuali in più rispetto al fotovoltaico in film sottile prodotto precedentemente nel sito catanese.

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