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Energie Rinnovabili: ora l’eolico verrà “intrappolato” in cave di sale

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L’immagazzinamento delle energie rinnovabili è il principale problema che scienziati e ricercatori cercano di risolvere per dare continuità all’afflusso di corrente necessaria ad abitazioni e aziende. Come fornire elettricità di notte quando si usa il fotovoltaico, per esempio. Di recente, per ovviare al problema della discontinuità, stanno sorgendo diversi progetti interessanti: uno di questi, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, è la batteria al rabarbaro.

Oggi vedremo invece una soluzione innovativa, ideata da una società nordirlandese, per “intrappolare” il vento e dare così impulso all’energia eolica. Il progetto si chiama CAES, un acronimo che sta per ‘compressed air energystorage’: accumulazione di energia ad aria compressa.

Una critica comune all’energia eolica”, scrivono sul sito della società ideatrice, la Gaelectric, “è che non è disponibile a richiesta: finora, questo tipo di energia era utilizzabile solo quando il vento soffiava. L’impianto CAES può immagazzinare quell’energia quando è prodotta in eccesso ed essere rilasciata quando richiesta”.

Il funzionamento è piuttosto semplice: quando l’impianto eolico produce energia in eccesso rispetto alla domanda, questa viene fatta confluire in un motore elettrico che mette in funzione un compressore. Quest’ultimo accumula aria compressa all’interno di una grotta salina naturale, presente diverse centinaia di metri sotto terra. Nel momento in cui la domanda di elettricità aumenta – per esempio durante le ore serali – l’aria accumulata nelle cave di sale viene incanalata in una conduttura per far girare una turbina, che produce energia.

Per migliorare la produzione delle turbine”, scrivono ancora dalla Gaelectric, “nel ciclo di combustione, viene utilizzata una certa quota di gas naturale”. Il quantitativo necessario, assicurano, equivale a circa “un terzo del gas naturale normalmente utilizzato per generare la stessa quantità di elettricità delle moderne turbine a gas”.




Il progetto sarà realizzato nella città di Larne, in Irlanda del Nord, in particolare nella costa est della contea di Antrim, dove è presente un sistema di grotte particolarmente adatte, dotate di depositi salini naturali. Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito di un più ampio programma di impulso alle energie rinnovabili. I fondi destinati sono paria circa 6 milioni e mezzo di euro, utilizzati principalmente per la Valutazione di Impatto Ambientale e le necessarie attività di pianificazione.

Una volta entrato in funzione, l’impianto di Larne vedrà un’estensione di circa 300mila metri cubi di superficie e sarà in grado di generare energia  fino a 330 Megawatt, per un periodo di tempo di circa 6 ore.

L’amministratore delegato di Gaelectric, BrendanMcGrath, ha commentato il finanziamento dell’UE con soddisfazione, esprimendo il desiderio che il sistema CAES possa estendersi anche in altre aree: “Il Progetto CAES di Larne è l’unico PCI (Project of commoninterest) di immagazzinamento nel Regno Unito e in tutta Europa. Larne e l’Irlanda del Nord diventeranno il modello per l’immagazzinamento CAES e l’integrazione di fonti di energia rinnovabile nel resto del Regno Unito e dell’Europa”.

Anche per Miguel AriasCañete, Commissario Europeo per l’azione per il clima e l’energia, si tratta di un passo in avanti importante: “Il completamento di un mercato delle energie rinnovabili europeo che sia davvero competitivo è essenziale per unire davvero i paesi dell’Unione Europea. Ma senza un network energetico affidabile e ben connesso, ciò non può accadere. Ecco perché stiamo investendo in progetti che integrino sempre di più il mercato e diversifichino le fonti di energia”.

(Foto)

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