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Biocarburante dalle piante del deserto e dall’acqua marina

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Al via il progetto pilota per rendere più sostenibile ed efficiente la produzione di biocarburante per gli aerei. La soluzione si baserebbe sulla coltivazione, nel deserto, di piante cresciute con acqua di mare.

Boeing, assieme al suo Consorzio SBRC, fondato con l’ausilio di altri partner tra cui Etihad Airways e Honeywell UOP, avrebbe ottenuto dei risultati importati per quanto riguarda lo sviluppo di biocarburante per l’aviazione sostenibile.

Secondo quanto scoperto con i partner di ricerca degli Emirati Arabi, esisterebbero delle piante desertiche, nutrite con acqua di mare, in grado di produrre biocarburante in maniera più efficiente rispetto a qualsiasi altra materia prima precedentemente utilizzata.

Nella ricerca, il consorzio SBRC è stato affiancato dall’Istituto di Scienza e Tecnologia Masdar ad Abu Dhabi, che testerà queste scoperte in un progetto finalizzato a supportare la produzione di coltivazioni per biocarburante nei paesi aridi, come ad esempio gli Emirati Arabi Uniti.

Il Dottor Alejandro Rios, Direttore dell’SBRC, ha così spiegato la cosa: “Le piante chiamate alofite dimostrano, molto più dei risultati attesi, di poter essere utilizzate come fonte per carburante rinnovabile per gli aerei e altri veicoli”.

Secondo la ricerca dell’SBRC, tutte le piante a cespuglio possono essere trasformate in biocarburante, in particolare, però, i semi delle alofite conterrebbero un olio adatto a perseguire questo obiettivo.

Per dar corpo al progetto, nei prossimi anni, gli scienziati dell’SBRC creeranno un ecosistema sperimentale piantando due coltivazioni di alofite nel terreno sabbioso di Abu Dhabi. I rifiuti marini costituiti da pesci e gamberi nutriranno le alofite che puliranno l’acqua mentre crescono.

Rios ha anche aggiunto che “questo progetto può avere un impatto globale, dal momento che il 97% dell’acqua sulla Terra è costituita dagli oceani e il 20% del suolo è costituito da deserti”.

Il programma di ricerche dell’SBRC mira a sviluppare e commercializzare biocarburanti per l’aviazione più sostenibili, rispetto a quelli attuali presenti in commercio. In particolare, mira a garantire che le emissioni di CO2 siano tra il 50 e l’80 per cento inferiori rispetto a quelle prodotte dai combustibili fossili tradizionali.

Il 18 gennaio Etihad Airways ha condotto un volo dimostrativo con un Boeing 777-300ER (Extended Range) alimentato in parte da biocarburante sostenibile prodotto negli Emirati stessi.

Attualmente nel mondo ci sono centinaia di progetti che perseguono lo stesso obiettivo, con la caratteristica comune di ricercare alternative ai biocarburanti prodotte a partire da colture convenzionali. L’idea perseguita dall’SBRC sarebbe quella di non utilizzare o colpire le colture alimentari, né favorire la deforestazione, in modo da non minacciare la sicurezza alimentare o l’ambiente.

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(Foto: chimicare.org)

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