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Amiata, centrali geotermiche: energia pulita o causa di “genocidio”?

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Centrali Geotermiche sul monte Amiata: rischio mercurio?

Energia pulita o fonte di mercurio e altri agenti inquinanti? È scontro tra Enel e comitati cittadini sulle centrali geotermiche del monte Amiata, in Toscana.

Qui si sta parlando.. fanno sempre nuovi studi, nuovi studi, nuovi studi, ma intanto la gente muore. La gente si ammala. C’è un’omertà generale“. Cosa sta succedendo sul Monte Amiata, nell’antiappennino toscano?

Di certo è in atto una battaglia (ideale, ovviamente). Un duro contrasto tra l’Enel, azienda che gestisce le centrali geotermiche che sfruttano l’energia del sottosuolo del territorio compreso tra Siena e Grosseto, e i comitati dei cittadini, convinti che quelle attività siano ben lungi dall’essere ‘pulite’. E siano invece fonte di inquinamento sia dell’aria che delle risorse idriche della zona. Il nemico numero 1? Il mercurio, che avrebbe ‘avvelenato’ il fiume Paglia, affluente del Tevere, che nasce proprio dall’Amiata.

La frase riportata in apertura è del geologo Andrea Borgia, professore presso l’Università di Milano, che conferma le preoccupazioni dei cittadini. E che arriva a parlare di “genocidio” in atto nella Regione.

Geotermia Amiata: le ragioni dei cittadini

Nel video riportato, il professor Borgia elenca una serie di dati allarmanti. Il geologo, spiega che “secondo i dati Enel nel 1996 le emissioni di mercurio erano pari a 2611 chilogrammi/anno. Nella DGR Regione Toscana, la n. 344, si ricava che le centrali di Piancastagnaio emettono mercurio nella quantità di:

– 1969 kg/anno nel 2000; 

– 749 kg/anno nel 2003; 

– 914 kg/anno nel 2005; 

– 740 kg/anno nel 2007; 

– 248 kg/anno nel 2013″

Si tratta di un “calcolo approssimativo“, spiega Borgia. E i dati sarebbero quindi “sottostimati“. Il risultato, se confermato, sarebbe in ogni caso estremamente preoccupante:

“Il totale emesso negli anni 1969-1999 è di 37,894 tonnellate/anno, a cui si aggiungono le emissioni dal 2000 al 2016, per un totale di 52,559 tonnellate. Questa quantità di mercurio immessa nell’ambiente è esorbitante”.

La Rete Nogesi (No geotermia speculativa e inquinante), uno dei comitati di cittadini che denunciano l’inquinamento della geotermia sull’Amiata, conferma i dati. In particolare sull’inquinamento da mercurio del fiume Paglia, dove, spiegano, “le quantità annue [del metallo pesante, ndr] sono nell’ordine delle tonnellate. 1.000 chilogrammi, uguale a un milione di grammi o a 1 miliardi di milligrammi, 1.000 miliardi di microgrammi. Per inquinare le acque potabili basta 1 microgrammo di mercurio per litro. Una sola tonnellata di mercurio, quindi, è in grado di avvelenare 1.000 miliardi di microgrammi: una quantità enorme, ben oltre le portate di qualunque sorgente”.

Alla presenza di mercurio nelle acque, i cittadini fanno ricondurre morti e malattie:

Purtroppo come documentato dallo Studio epidemiologico del Cnr di Pisa, nei paesi dell’Amiata al crescere delle concentrazioni di Mercurio misurate in quei paesi, crescono vertiginosamente le morti“, concludono dalla Rete Nogesi.

Leggi anche: Rischio avvelenamento da mercurio a causa dello scioglimento dei ghiacciai

Geotermia Amiata: la risposta dell’Enel

La replica di Enel Green Power, la società che gestisce gli impianti geotermici sull’Amiata, non si è fatta attendere. L’azienda, con un comunicato, “smentisce nella maniera più categorica” la presenza di mercurio oltre i limiti di legge nel fiume Paglia. Precisando che “gli impianti AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato), installati su tutte le 34 centrali geotermiche toscane, consentono di abbattere la quasi totalità del mercurio e dell’H2S. […] A seguito di cinque anni di monitoraggi, è acclarata la totale ininfluenza delle ricadute di mercurio da coltivazione geotermica sul reticolo idrografico che attraversa i territori delle centrali geotermiche per confluire nel fiume Paglia“.

Quali sono, quindi, le emissioni delle centrali secondo Enel? Perlopiù vapore innocuo:

Dalle torri di raffreddamento esce vapore acqueo per oltre il 99,5% e ogni emissione di gas incondensabili, sostitutiva peraltro di emissioni naturali, è costantemente monitorata e molto al di sotto dei limiti di legge. I quasi 6 miliardi di kWh prodotti in Toscana consentono infatti di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 2.500 milioni di tonnellate di CO2 annue e di evitare l’utilizzo di 1,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio”.

Enel precisa che dal 2012, insieme ad Arpat, svolge una “importante e costante attività” di monitoraggio ambientale. Attività che “hanno confermato valori di concentrazioni di mercurio nelle acque di gran lunga al di sotto del limite di soglia previsto per le acque potabili che è di un microgrammo a litro“.

I dati Ars e Arpat

Due studi Ars e Arpat, pubblicati verso la fine dello scorso anno, confermavano quanto dichiarato da Enel.

I dati Arpat relativi al 2015 hanno registrato “un buon livello della qualità dell’aria” sull’area geotermica. In tutto l’anno, non sarebbero stati registrati superamenti dei limiti Oms su acido solfidrico e mercurio.

Secondo Ars, inoltre, i dati del monitoraggio 2000-2015 “non hanno evidenziato alcuna relazione tra i picchi di esposizione all’H2S [acido solfidrico, ndr] e i ricoveri per malattie respiratorie”.



Dove sta la verità? Speriamo solo di non dover scoprire tra qualche anno – come spesso purtroppo accade – che il rischio era stato sottostimato…

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FOTO: Sba2

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