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Sardegna: in piena emergenza Coronavirus il via libera a 2 progetti di “sviluppo turistico”

In Sardegna, il 1 aprile è stato dato il via libera a 2 progetti che puntano alla riqualificazione della struttura turistica Hotel Le Dune Piscinas, nel territorio del comune di Arbus (a ovest) e alla realizzazione di un albergo ad alta gamma a Monte Turnu, nel comune di Castiadas (a est) e tutto questo, è doveroso precisarlo, in piena emergenza Coronavirus.

Il cemento è pronto a modificare questo splendido paesaggio naturale, per un valore complessivo di 23,8 milioni di euro, con le seguenti motivazioni date nella delibera 17/21 del 1 aprile: l’esigenza di ampliare l’offerta turistica di fascia alta nel territorio del Sarrabus e consentire la realizzazione di un programma di sviluppo locale di ingente valore economico”.

La delibera 17/21 del 1 aprile e alcune info sulle 2 strutture

I due progetti, che fanno parte, in realtà, di un unico progetto di sviluppo turistico, sono stati sottoposti dalle due amministrazioni alla Giunta Solinas.

Nei giorni scorsi, il via libera è stato dato dalla delibera 17/21 del 1 aprile, che reca in calce la firma di Alessandra Zedda, la vicegovernatrice, e quella di Silva Curto, la Dg della presidenza.

Questo in maniera del tutto irrituale, visto che, di norma, i provvedimenti vengono firmati dal capo dell’Esecutivo e dall’assessore di riferimento, nella fattispecie Christian Solinas e Quirico Sana, il titolare dell’urbanistica.

Per capire di che strutture si tratta, basta leggere la presentazione su Tripadvisor o guardare le foto sulla sua pagina Facebook A ogni modo, il corpo centrale è un edificio storico, eredità dell’architettura mineraria “circondato da imponenti dune, tra le più alte d’Europa”, perfetta per una vacanza rilassante e romantica. La struttura è di proprietà della srl “Le dune service”.

A Castradas, invece, è prevista la realizzazione ex novo di un albergo… una maxi colata di cemento i cui mattoni verranno allineati nella località di Monte Turno.

Nel dettaglio, l’hotel di alta famma, è scritto, occuperà una volumetria di 10.000 metri cubi, di cui 8340 a destinazione ricettiva ovvero stanze e “1660 metri cubi a servizi pubblici”. L’area di proprietà è di 71,445 mq, di cui 59.288 in zona F2 e i restanti 12.157 in prossimità della costa, in zona H.

Per intenderci, le F sono quelle turistiche, sono i volumi sulle coste destinati all’industria vacanziera, le H sono le aree di massima tutela, inedificabili … e lì è stato autorizzato il cemento.

Le critiche di ambientalisti e oppositori

Secondo Maria Antonietta Mongiu, ex assessore della Giunta Soru che varò il Piano paesaggistico regionale (Ppr), attiva con un gruppo di urbanisti attenti ai temi della sostenibilità, si tratta di una delibera che”dà il via a due progetti di cementificazione in spregio del Ppr e della Costituzione: questo è il momento in cui tutto il mondo sta ripensando il suo modello di sviluppo in cui siamo cresciuti. La Sardegna è invece governata da un gruppo che pensa a consumare ulteriormente porzioni di territorio”.

“E questo-spiega-mentre la sanità pubblica ha mostrato la sua fragilità come servizio territoriale dedicato alla persone nel suo contesto di vita e in osservanza dell’articolo 32 della Costituzione, e mentre non sappiamo quali siano i piani concreti della Giunta per superare in Sardegna lo stato attuale di emergenza”.

La consigliera regionale dei Progressisti Maria Laura Orrù, dice: “Il fatto che la maggioranza d centro destra avesse accantonato l’idea di parlare di piano casa in questo momento di emergenza sanitaria ci aveva illusi che il confronto con le opposizioni li avesse portati più a miti consigli e invece no. In totale silenzio, mentre si dovrebbe concentrare e impegnare esclusivamente sull’emergenza Covid-19, la Giunta regionale sardo-leghista ha approvato una deliberazione che autorizza i comuni di Arbus e di Castiadas a realizzare due progetti sulle coste: la riqualificazione dell’Hotel Le Dune Piscinas e la realizzazione di una nuova struttura alberghiera in località Monte Turnu”.

SARDEGNA
Cemento: è pronto a modificare il magnifico paesaggio naturale sardo a causa del via libera a 2 nuovi progetti di sviluppo turistico.

La reazione degli altri partiti politici

Anche la Sinistra Italiana ha attaccato la delibera. In una nota, la Federazione provinciale e dell’area metropolitana di Cagliari denuncia: “Inizia lo stupro delle spiagge. Per un’ipotetica manciata di posti di lavoro e il preminente interesse generale, di pochi, la Giunta regionale di destra dà il via libera alla costruzione di nuove volumetrie sul litorale della Sardegna . Un silenzio assordante che vede una grande colata di calcestruzzo per oltre 10 mila mc su una proprietà di oltre 70 mila mq di cui 60 mila in zona urbanistica e circa 13 mila vicino al mare”.

Da qui l’appello al Consiglio Regionale e al Ministero dell’Amniente “affinché venga immediatamente adeguato il progetto che andrebbe a danneggiare l’ambiente della Sardegna”.

Il M5S si è rivolto direttamente al Ministro dell’Ambiente, al fine di tutelare le coste della Sardegna e rivendicare il senso dei piano paesaggistico regionale.

Il Pd, invece, ha già chiesto l’accesso agli atti per capire come sia stato possibile, in piena emergenza Coronavirus, autorizzare gli interventi, riconoscendo il preminente interesse generale e la rilevanza regionale rispetto alle proposte presentante alla Giunta dai due comuni interessati.

I colori meravigliosi del mare della Sardegna occidentale, rischiano di essere oggetto della solita speculazione edilizia all’italiana. ( Is Arutas )

Si spera in una revoca della delibera

Anche se l’ufficialità arriverà nella prossima seduta della Giunta, c’è la volontà del presidente della regione Sardegna Christian Solinas di ritrarre la contestata delibera dell’1 aprile scorso che ha dato il via libera ai 2 progetti.

Il fascino dei paesaggi incontaminati di questo tratto di costa sarda ( S’Archittu)

Egli, infatti, ha manifestato sorpresa e irritazione per la scelta di portare la delibera in Giunta senza la sua presenza e in un periodo di piena emergenza, ritenendo che un simile provvedimento, che prosegue un percorso avviato dal precedente esecutivo, debba comunque essere preceduto da una discussione più ampia.

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