Polinesia: i test nucleari francesi sono crimini contro l’umanità

Come 30 anni di test nucleari hanno avvelenato ambiente e popolazione

Il territorio francofono in Polinesia, che ospita attualmente 290.000 persone, è meglio conosciuto per la popolare isola turistica di Tahiti, ma i suoi atolli di Mururoa e Fangataufa sono stati usati per decenni per test nucleari.

La Francia ha effettuato 193 test nucleari sulle isole dell’arcipelago tra il 1960 e il 1996 fino a quando il presidente francese Jacques Chirac ha fermato il programma.Nel 1966, anno del primo test, il generale De Gaulle ha assistito all’esplosione di un ordigno sei volte più potente di quello lanciato su Hiroshima

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Circa 150.000 militari e personale civile sono stati coinvolti nei test nucleari francesi, con migliaia di loro in seguito a sviluppare seri problemi di salute. La Francia ha a lungo negato la responsabilità per gli effetti dannosi sulla salute e sull’ambiente dei test, temendo che indebolirebbe il programma nucleare del paese durante la Guerra Fredda.

Ma nel 2010, la Francia ha approvato una legge che consente ai veterani e ai civili militari di essere risarciti se il loro cancro potrebbe essere attribuito ai test nucleari. C’è da ricordare però che su circa 1.000 persone che hanno presentato denunce contro la Francia, solo 20 sono state risarcite. E si parla di decine di migliaia di persone esposte a radioattività e che hanno avuto problemi di salute in seguito a questa.

Temaru ha accusato la Francia di “crimini contro l’umanità”

L’ex presidente indipendentista Oscar Temaru si è espresso in questi termini: «I test nucleari francesi sono il risultato diretto della colonizzazione. Diversamente da quanto sostiene la Francia, ci sono stati imposti con la minaccia diretta di insediare un potere militare se ci fossimo rifiutati. Lo dobbiamo a tutte quelle persone decedute in conseguenza del colonialismo nucleare. La nostra denuncia riguarda tutti i presidenti francesi in carica a partire del 1966, ancora in vita oggi».

Così per la seconda volta in due anni la Francia è stata portata alla Corte penale internazionale de L’Aia per i test nucleari nella Polinesia francese, accusata di crimini contro l’umanità.

Maxime Chan di Te Ora Naho, un’associazione per la protezione dell’ambiente nella Polinesia francese, ha detto all’ONU che ci sono stati 368 casi di ricaduta radioattiva dai test e che anche i rifiuti radioattivi sono stati scaricati nell’oceano – violando le regole internazionali.

Una delle tante sfaccettature di questa vicenda, che non fa altro che ricordarci quanto sia enorme e devastante la follia dell’uomo moderno.

LEGGI ANCHE: http://www.ambientebio.it/ambiente/incidente-nucleare-francia-flamanville/

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Comment

  • Maraventano Michele

    Leggo spesso di questi accadimenti, le varie denunce e poi il silenzio.
    Ciò perché non abbia a verificarsi un precedente che potrebbe creare problemi ai potenti?
    Nel frattempo gli innocenti vengono sterminati senza alcun pudore.

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