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Insetticidi neonicotinoidi anti-Xylella: un decreto impone di inondare i campi di veleni

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Insetticidi neonicotinoidi

La Xylella terrorizza nuovamente la Puglia: la Regione, per contrastare il batterio, si prepara a irrorare i campi di insetticidi neonicotinoidi, letali per api e insetti impollinatori

Apicoltori e agricoltori biologici protestano contro il decreto che costringe la Puglia a irrorare i campi di insetticidi neonicotinoidi. Se da un lato l’obiettivo è quello di contrastare la Xylella Fastidiosa, dall’altro si potrebbero avere conseguenze devastanti per api e altri insetti impollinatori.

Ecco cosa sta succedendo.

Insetticidi neonicotinoidi: il decreto Martina e la protesta degli agricoltori biologici

«I trattamenti previsti dal decreto Martina segneranno la fine dell’apicoltura nel Salento e nella Valle d’Itria». Sono le parole di un apicoltore a La Gazzetta del Mezzogiorno, per descrivere la possibile situazione dell’apicoltura pugliese dopo l’utilizzo di insetticidi neonicotinoidi per contrastare la diffusione della Xylella.

«La situazione – continua l’apicoltore – nonè delle migliori: fino a poco tempo fa riuscivo a produrre fino a 60 chili di miele con una sola cassetta di api, mentre oggi alcune cassette non ne producono affatto. Preferisco non prelevare quel poco miele prodotto, per lasciarlo alle api e, in questo modo, evitare che scompaiano del tutto. I trattamenti previsti dal decreto Martina non faranno altro che peggiorare ulteriormente la situazione, sancendo la fine dell’apicoltura nel Salento e nella Valle d’Itria».

L’allarme Xylella e il Decreto Martina

Come molti di voi ricorderanno, la Xylella Fastidiosa è un batterio killer, capace di distruggere gli ulivi. È di tipo patogeno, inserito nell’elenco A1 della Eppo, l’Organizzazione intergovernativa responsabile della cooperazione europea per la salute delle piante, e incredibilmente infettivo.

Giorni fa, a seguito dell’allarme di un avvicinamento del batterio alla Terra di Bari, la Regione ha varato un piano di irrorazione con insetticidi neonicotinoidi per frenare gli insetti che diffondono il batterio.

In una nota, l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, spiega che «a seguito del monitoraggio degli insetti vettori della xylella, è stata rilevata la presenza sul territorio dello stadio adulto di Philaenus spumarius (sputacchina), vettore principale del batterio».

Nei mesi di marzo-aprile, la forma giovanile dell’insetto è stata combattuta con lavorazioni meccaniche del terreno. Ora, è prevista invece l’applicazione di due trattamenti specifici, uno a maggio e uno ad agosto, ricavati dal Decreto Ministeriale Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa del 13/02/2018. Il decreto «recepisce la decisione UE/789/2015 e successive modifiche. Il primo trattamento è da effettuare subito; per il secondo trattamento saranno fornite indicazioni dal Servizio fitosanitario regionale sul periodo ottimale in cui intervenire».

La protesta di agricoltori biologici e apicoltori

Il mondo del biologico ha subito fatto sentire la sua voce, montando una protesta contro l’utilizzo degli insetticidi neonicotinoidi. Questi insetticidi sono formulati simili alla nicotina, che è il composto naturale con cui la pianta del tabacco si difende dai parassiti. Allo stesso tempo, però, rappresentano un veleno molto potente, non selettivo e che ha dimostrato di essere letale in maniera indistinta anche per api e altri insetti impollinatori

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L’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) ha chiesto alla Regione Puglia che vengano resi pubblici i dati dei rilievi relativi alla Xylella effettuati dall’Arif, l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, e i risultati delle ricerche commissionate alle Facoltà di Agraria di Bari e Foggia. 

Nel formulare la sua richiesta, il presidente nazionale Aiab, Vincenzo Vizioli, ha ricordato che proprio nei giorni scorsi, l’Unione europea ha messo al bando tre neonicotinoidi, che però figurano ancora nell’elenco dei prodotti consigliati agli agricoltori.

«È indispensabile che la Regione Puglia fornisca risposte certe alle questioni da noi poste e soprattutto inviti gli agricoltori a non effettuare trattamenti fino a una chiara definizione delle tante problematiche evidenziate e non risolte. La confusione è poi alimentata anche dai venditori di fitofarmaci che diffondono notizie su obblighi e multe che, fino a un chiarimento definitivo, sono assolutamente inaccettabili. Non vorremmo che un decreto così delicato abbia come unico risultato un insperato bonus per i piazzisti di pesticidi e un danno inestimabile all’ambiente», ha spiegato Vizioli.

La risposta della Regione Puglia

La Regione Puglia non ha tardato a fornire una risposta in merito, affermando che per quanto riguarda le colture biologiche «la Regione tramite l’osservatorio fitosanitario ha avanzato richiesta al ministero della salute di autorizzazione eccezionale per prodotti a base di spinosad o olio essenziale di arancio dolce, già in uso e autorizzati in agricoltura biologica. Nelle misure dell’autorizzazione, negli oliveti biologici sarà possibile intervenire impiegando prodotti già autorizzati in Bio sull’olivo».

Secondo l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, dunque, «risultano infondate le polemiche circa un uso indiscriminato, improprio o anomalo di prodotti chimici nocivi all’ambiente. I trattamenti sono già in uso da anni e sono praticati in tutte le Regioni italiane con modularità e intensità diverse a seconda delle esigenze».

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