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A Castelluccio di Norcia stanno consegnando le prime chiavi del deltaplano

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castelluccio di norcia

Non fatevi ingannare dalla bella immagine. Purtroppo non è la realtà, ma solamente un rendering digitale.

Il 20 luglio del 2017, in Regione Umbria, fu il giorno in cui si tenne la presentazione del progetto del “Deltaplano” da realizzare a Castelluccio di Norcia. Sarà «una struttura temporanea e reversibile», dicevano, «senza cemento», aggiungevano, e «realizzata in un sito già compromesso dal punto di vista ambientale», affermavano, con l’alterigia di chi ha già tutto deciso.

Ma erano solo risibili balle, perchè in definitiva sono state gettate tonnellate di grave materiale per la costruzione di questo ” Deltaplano “. Quello che si paventava un anno fa, è accaduto. Permanente e irreversibile, distrugge e violenta il fianco della collina di Castelluccio.

Eccolo, nelle foto diffuse dall’Agenzia ANSA: un mare di cemento, nel quale sono annegati i ferri di ancoraggio della costruenda struttura. Uno sbancamento divorante e senza rimedio.

Un’immagine che parla da sola. Una scena che tante volte abbiamo visto presentarsi nella grande periferia romana, ma che mai avremmo voluto vedere manifestarsi sul Pian Grande, a Castelluccio di Norcia, uno dei luoghi naturalisticamente più preziosi e tra i più intatti dell’intera Europa.

Ecco la struttura completa, di cui stanno consegnando le prime chiavi

deltaplano castelluccio di norcia

Aggiornamento del 18/9.

Consegnate le chiavi di sei delle dieci attività che verranno delocalizzate nella struttura. Due dei tre moduli di cui si compone la struttura temporanea, progettata dall’architetto Francesco Cellini, sono terminati e quindi le prime imprese possono avviare la fase degli arredi.

La terza ala sarà invece terminata entro ottobre. Nel deltaplano andranno otto ristoranti, un bar e la Pro Delta, la scuola di deltaplano che troverà sede nella sala polivalente che verrà utilizzata anche per riunioni e assemblee pubbliche. A consegnare le prime chiavi sono stati la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco Nicola Alemanno e l’assessore regionale allo sviluppo economico Fabio Paparelli.

Quest’ ultimo ha evidenziato l’ importanza di mettere “finalmente a disposizione delle imprese di Castelluccio uno spazio idoneo e di grande qualità per ricominciare a lavorare e a progettare il proprio futuro”. L’ inaugurazione ufficiale dell’ intera struttura “avverrà – ha detto il sindaco – quando tutti i ristoranti e le altre attività saranno in funzione”.

L’idea lodevole del recupero delle strutture ristorative. Ma il territorio non va rispettato?

Come avevamo preannunciato, hanno sbancato il fianco della collina. Hanno gettato tonnellate di cemento armato. E tra poco, sul Pian Grande, visibili da ogni lato del mare d’erba, si mostreranno al mondo le mirabili costruzioni progettate dalla grande “archistar ambientalista” Francesco Cellini.

Tutto «rimovibile» – naturalmente. Tutto «temporaneo». Come non crederlo?

Guardate bene il profilo della Piana di Castelluccio di Norcia. Osservate bene le curve dolcissime di quelle montagne che, come in un’opera d’arte tracciata da mani sovrumane, discendono lentamente sino a congiungersi con il mirabile oceano d’erba del Pian Grande.

Questa visione non era mai stata modificata, violentata, scempiata da nessuno, per millenni. Mai. Oggi, invece, qualcuno arriva e si assume la responsabilità storica, e di fronte agli occhi del mondo intero, di inviare i propri bulldozer a sventrare la collina di Castelluccio di Norcia. Come se fossimo a Roma Tiburtina, per realizzare quello che è – a tutti gli effetti, e senza pietose ipocrisie – un moderno centro commerciale.

Certo, che non ci fosse un’altra soluzione è sicuro: forse, però, perché nessun altro progetto è stato mai preso in considerazione.

Perché gli chalet in legno, evidentemente, non ci piacciono. Perché gli spazi occupati dalle macerie delle stalle crollate, di certo, non si potevano ripulire e riutilizzare. Perché ci vuole tanta, tanta cubatura, per tutte quelle attività commerciali: non ci sarà mica qualcuno che vorrebbe negargliela, vero?

E poi perché, in Italia, quando puoi buttare cemento, lo butti. Hai visto mai che, poi, quando l’emergenza finisce, quel cemento non possa diventare permanente, e non si possa allora urbanizzare tutta la base del colle? Non c’è né lenticchia, né tartufo di sorta che possano far venire un’acquolina squisita, celestiale come questa.

L’assenza della politica vera e la speculazione economica dietro al pericolo ecomostro a Castelluccio di Norcia

E dunque, facciamo finta che l’unica soluzione possibile sia quella da palazzinari, sbanchiamo la terra, gettiamo il cemento, innalziamo le costruzioni, alla faccia di tutto ciò che è bello in questi luoghi, e che tutto il mondo ci invidia.

In definitiva, se quell’opera era stata “promessa” con un impatto ecologico notevolmente ridotto, senza cemento, una struttura “leggera e temporanea”, perchè alla fine si è scelta una strada diversa? Se lo chiede anche PicenoOggi e le associazioni di cittadini contrari all’opera

Purtroppo le amministrazioni non solo si sono dimenticate delle popolazioni, ad esempio lasciando il borgo distrutto senza nessun tentativo di recupero, ma alla fine hanno trovato anche il modo di speculare economicamente su una disgrazia enorme come il terremoto.

Pensano, così, di guadagnare più soldi. Ma quando i turisti cominceranno a rendersi conto della ferita che è stata inferta, con deliberata protervia, a questi luoghi, così amati ed ammirati proprio in virtù di un peculiarissimo ed incontaminato pregio naturalistico, sapranno come far capire loro che hanno fatto un grosso errore. Un errore gigantesco. Un errore madornale.

E che qui, di temporaneo, non c’è che il risuonare delle loro bugie.

Dal post di Michele Sanvico

4 COMMENTI

  1. …..Ma quale assenza della Politica…..La Politica intesa da LORSIGNORI, invece è proprio questa;….danni irreversibili a lucro della delinquenza; cioè favorire e finanziare atti di astuto sabotaggio e violenza alla natura, in modo irreversibile, per poter poi poter fruire di altri finanziamenti per una bonifica di difficile attuazione………..e noi ad applaudire…..a dire quanto è bravo quel tale o quanto è statista quell’a

  2. Una schifezza che non c’entra niente con Castelluccio, irrimediabilmente deturpato il fianco del colle, avrebbe fatto assolutamente meno danno se fosse stato realizzato sul piano dove non era necessario fare sbancamenti. 7 ristoranti e un bar in 1000 metri quadri poi……ridicolo!

    • E pensare che c’è chi dice che se c’era un punto dove potevano fare qualcosa, era proprio quello perchè quella rimessa che c’era era davvero brutta e inguardabile ( così ci è stato detto ). Quando è stata proposta una struttura “snella e temporanea” difficilmente poi si sarebbe adattata con le misure antisismiche necessarie a maggior ragione dopo questi tragici eventi. Per noi l’errore sta nella risposta delle amministrazioni che non è adeguata alle richieste del territorio

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