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Bolsonaro: “l’Amazzonia non è patrimonio dell’umanità” ed emerge il piano segreto per cementificarla

La notizia allarmante arriva dal sito di news The Intercept, che ha ottenuto registrazioni di riunioni ufficiali tenute da Bolsonaro con membri delle forze armate.

Bolsonaro: piano segreto per cementificare l’Amazzonia

L’intento sembrerebbe essere quello di compromettere l’Amazzonia per sempre, da mesi il Presidente Bolsonaro sta elaborando un progetto per lo sviluppo dell’Amazzonia, dove si prevede la costruzione di collegamenti autostradali e di una centrale idroelettrica, ecco quanto emerso da documenti confidenziali preparati dalle Forze Armate.

Il progetto, chiamato Barone di Rio Branco, prevede grandi incentivi per realizzare lavori pubblici che possano attirare nuove popolazioni da altre parte del paese, aumentando il lavoro a Nord del paese e conseguentemente innalzare il Pil nazionale.

Bolsonaro si oppone a qualsiasi tipo di penetrazione nel suo paese a partire dagli ambientalisti fino ad arrivare ai cinesi che percepisce come un pericolo.

Da una parte ci sono le popolazioni locali fatte da indigeni che creano, secondo Bolsonaro, un problema a livello ambientalistico e di tradizioni difficilmente modificabili, ponendogli dei freni, dall’altra l’invasione cinese che è stata rimarcata in un recente incontro.

Ad aprile, il 25, un colonnello in pensione  Raimundo Cesar Calderaro, ha presentato le varie iniziative ed è stato anche stato sottolineato come la Cina promuove migrazioni massicce verso regioni di frontiera che considera strategiche. Vedremo nei prossimi sviluppi.

Bolsonaro: il discorso all’ ONU

Nel frattempo il presidente brasiliano ha aperto la 74esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, dopo il discorso del Segretario generale Antonio Guterres.

Durante il suo discorso ha ribadito il suo diritto sovrano a gestire l’Amazzonia come meglio crede in quanto “non è patrimonio dell’umanità” e che è un grosso malinteso, confermato dagli scienziati, dire che le nostre foreste amazzoniche sono i polmoni del mondo.

Queste alcune delle parole di Bolsonaro:

“Molti degli indigeni che vivono in Brasile puntano allo sviluppo, per poter essere liberati dalle catene”, ha sottolineato Bolsonaro, precisando che a questo porteranno le nuove politiche del suo governo. “La mia amministrazione si è impegnata a uno sviluppo sostenibile del Paese, uno dei più ricchi di risorse naturali al mondo. L’Amazzonia è un patrimonio ma alcuni paesi invece di aiutarci a preservarlo, con spirito coloniale mettono in discussione la nostra sovranità. Attacchi sensazionalistici come quelli di quest’estate da gran parte dei media internazionale hanno sollevato la nostra suscettibilità. In ogni battaglia, inclusa quella per la protezione dell’Amazzonia deve prevalere il rispetto per la libertà e la sovranità di ognuno di noi”.

Ma cosa è successo in Amazzonia?

Le informazioni preliminari fornite dai satelliti Inpe mostrano che nella prima metà di questo mese sono stati abbattuti oltre 1.000 km² di foresta pluviale amazzonica, con un aumento del 68% rispetto a luglio 2018.

Questi i dati ufficiali del governo brasiliano:  ma fonti ambientaliste parlano di cifre ben diverse, cioè di circa il 278% di aumento della deforestazione nelle zone della foresta amazzonica ( si evince dalla cartina topografica più  in basso ) brasiliana.

Nel mezzo di un braccio di ferro con l’ Istituto nazionale per la ricerca spaziale (Inpe) , il presidente Jair Bolsonaro ha dichiarato recentemente che il governo intende divulgare dati reali sulla deforestazione nel paese. Ma allo stesso tempo non ha specificato in dettaglio quando avverrà la divulgazione o quali saranno le basi delle informazioni.

La scorsa settimana, ha detto che ci sarebbe stata una “sorpresa” sulle informazioni questa settimana. Secondo il presidente, non ci sarà una revisione delle informazioni diffuse dall’istituto, ma una differenziazione tra “avvisi di deforestazione” e informazioni sulla deforestazione stessa.

“Questi dati di cui parli, i dati INPE, la deforestazione, i bambini di strada, la violenza … Nessuno vuole sfuggire alla verità, ma devono essere dati precisi perché dati imprecisi possono compromettere la nostra attività al di fuori del Brasile”, ha affermato Bolsonaro.

“Ciò che ho chiesto a due ministri, Infrastruttura Tarcísio Gomes de Freitas )  e Ambiente Ricardo Salles ) , di analizzare i dati. Quello che sappiamo è che ci sono dati lì che sono avvisi di deforestazione. Gli avvisi non sono deforestazione ” , ha detto.

La ricerca indipendente dell’Università dell’ Oklahoma conferma e amplia i dati INPE

L’ Amazonia brasiliana ha perso più di un territorio grande come Germania nell’area forestale tra il 2000 e il 2017. Ci sono circa 400.000 chilometri quadrati in meno di area verde, secondo uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università dell’Oklahoma pubblicato sulla rivista Nature Sustainability.

Il risultato è più del doppio dell’area di 180.000 km² registrata nello stesso periodo dal sistema annuale di monitoraggio della deforestazione adottato da Inpe, il programma brasiliano di monitoraggio satellitare Amazon Forforest (Prodes), che lo stesso Bolsonaro critica e bolla come non attendibile perchè avrebbe gonfiato i dati.

Il concetto di foresta disboscata e la qualità delle immagini analizzate dal satellite utilizzato nella nuova ricerca, con meno interferenze da nuvole e ombre, sono indicati come fattori per la discrepanza nei risultati.

Lo stesso studio afferma anche che la dimensione di ogni foresta in Amazzonia è sottodimensionata del 15%. I dati sulla deforestazione servono come base per l’elaborazione di politiche pubbliche e accordi internazionali del governo brasiliano.

L’articolo rivela anche che le aree protette dell’Amazzonia hanno perso 20.000 km² di foresta tra il 2000 e il 2017, e se pensiamo che il ritmo è cresciuto molto in questo 2019, con addirittura la segnalazione di circa 72.000 incendi, possiamo giungere a conclusione che parliamo di un vero e proprio disastro ambientale senza precedenti.

bolsonaro

“Nessuno vuole scappare dalla verità, ma deve essere accurato perché dati imprecisi ostacolano la nostra attività fuori dal Brasile”, ha dichiarato il presidente Jair Bolsonaro ad Anapolis. Foto: Alan Santos / PR

Le interpretazioni del Presidente e la paura della stampa estera

Il presidente ha citato ad esempio un’area nella regione amazzonica che un agricoltore ha smesso di usare per un po ‘e che ora ha eliminato. “Questo è un avviso. Da questo avviso saprai se quell’area potrebbe essere disboscata o meno”, ha detto.

Ha ribadito che tali informazioni minano le relazioni commerciali del Brasile con altri paesi . “Abbiamo il problema degli Stati Uniti, della Corea del Sud, del Giappone, e vogliamo consolidare il il Mercosur . Questo ci disturba”, ha detto.

Bolsonaro ha anche affermato che l’annuncio che potrebbe aver luogo prossimamente non significa censura e che la divulgazione di dati di questo tipo non può essere fatta da persone che vogliono “ottenere i riflettori puntati sulla loro persona”. Ha fatto riferimento al direttore dell’istituto, Ricardo Galvão, che ha pubblicato i dati che sbugiardano le interpretazioni di Bolsonaro.

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Le zone segnalate in giallo sarebbero quelle dove la deforestazione è avanzata nel 2019, evidenziando un incremento del 278% rispetto al 2018.

Il Dramma degli incendi di agosto 2019

Immagine dal satellite del 19 agosto

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Questa Immagine del 19 agosto 18h, le macchie rosse mostrano un’alta concentrazione atmosferica di monossido di carbonio (CO) negli stati di Acri, Rondônia, Mato Grosso e Mato Grosso do Sul, passando per la Bolivia e il Paraguay. Indica la gli incendi in corso.

Immagine dal satellite del 22 agosto ore 13

brasile incendi deforestazione
La situazione ad oggi 22 agosto ore 13 pare leggermente migliorata ma con un’area più estesa

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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