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Turismo sostenibile: sulle nostre coste arrivano i Lidi Eco

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Andare al mare e in vacanza con un occhio all’ambiente: si chiama turismo sostenibile ed è praticato da sempre più persone nel mondo. Per facilitare la scelta di luoghi e strutture adeguate a quest’obiettivo, Legambiente, Donnedamare e Cesab (Centro di ricerche interuniversitario in Scienze Ambientali) hanno avviato un progetto comune per far conoscere ai vacanzieri quali sono i Lidi Ecosostenibili sparsi sulle coste italiane.

Nel progetto sarà coinvolto anche il professor Alberto Garcia, titolare della Cattedra Unesco in Bioetica e Diritti Umani, istituita presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma

L’accordo di collaborazione, siglato pochi giorni fa, punta allo studio e alla promozione di tutti quegli stabilimenti balneari che si preoccupano proprio di offrire servizi più attenti all’ambiente e alla natura circostanti. L’analisi partirà nell’autunno del 2015 e i Lidi Eco dovrebbero essere resi noti entro la prossima estate.

Per stabilire la sostenibilità ambientale delle strutture, gli enti coinvolti terranno conto di alcuni criteri specifici, tra cui: conservazione e gestione del territorio; sostenibilità del ciclo dei rifiuti; qualità delle acque e dei servizi offerti; livelli di produzione di energia da fonti rinnovabili; offerta di menù con prodotti tipici e a chilometro zero. Gli stabilimenti che otterranno un punteggio idoneo in queste aree tematiche, potranno ricevere il marchio di garanzia “Lidi Ecosostenibili” e diventare meta privilegiata del turismo sostenibile.


Angelo Gentili, responsabile Turismo di Legambiente, ha spiegato l’obiettivo del progetto: “La nostra intenzione, è quella di ampliare e valorizzare la rete virtuosa di stabilimenti balneari, che nel nostro Paese considerano le buone pratiche ambientali come una delle principali priorità. Questo al fine di tutelare e valorizzare la fascia costiera e il prezioso ecosistema marino che la caratterizza, educare i bagnanti ad un comportamento responsabile e rendere gli stabilimenti balneari dei veri e propri presidi per la difesa della biodiversità e la sostenibilità ecologica”.

Un’iniziativa, quindi, che può avere anche un forte impatto educativo sui bagnanti, primi fruitori e responsabili della pulizia dei luoghi. Un aspetto, questo, chiarito da Bettina Bolla, presidente di Donnedamare: “Andare al mare, farsi un bagno, prendere il sole, vuol dire andare anche a lezione di basso impatto ambientale. Gli stabilimenti balneari vivono sulla qualità della propria offerta e sono coscienti che è grazie al rispetto dell’ambiente che possono lavorare puntando al buon turismo e a un equilibrio tra impatto antropico ed ecosistema”.

Il coinvolgimento della Cattedra Unesco, sottolinea invece il presidente del Cesab, Ercole Amato, “intende portare una forte impronta etica al lavoro di ricerca. Lo studio toccherà infatti non solo il rapporto tra le strutture balneari e l’ambiente, ma anche aspetti legati all’etica del lavoro per il mantenimento dell’ecosistema. È la prima volta che viene fatta una ricerca del genere tra gli operatori del settore“.

(Foto: Tomas Kohl)

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