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Paduli: dove l’albergo diventa biodegradabile

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Un albergo biodegradabile per entrare a stretto contatto con la natura. Niente di meglio per chi ama le vacanze ecosostenibili! Un progetto che si integri perfettamente con l’ambiente circostante, senza mostrare la brutale intromissione della mano dell’uomo, e capace di scomparire, senza lasciare traccia.

È questo ciò che hanno realizzato i partecipanti al workshop che si è tenuto lo scorso 14 luglio presso il Parco dei Paduli, in provincia di Lecce.

I progetti “Lovo” e “Nido dei Paduli” sono i due vincitori di un concorso, “Nidificare i Paduli”, tenutosi a livello internazionale, di idee destinate alla realizzazione di prototipi di rifugio temporaneo biodegradabile nel Parco dei Paduli.

Un progetto pilota del piano paesaggistico della Regione Puglia, che potrebbe essere il punto di partenza per un nuovo modo di intendere le vacanze ecosostenibili.

La zona in cui sono stati realizzati questi progetti di autocostruzione sostenibile è situata nel territorio di San Cassiano, uno dei dieci paesi salentini che hanno dato vita al Parco, un uliveto comunale.

I due progetti vincitori sono stati scelti tra 38 pervenuti da tutt’Italia e dall’estero. Giovani architetti che hanno messo a diposizione le proprie idee e il proprio talento per creare qualcosa che si integrasse perfettamente all’ambiente circostante.

Il progetto primo classificato, “Lovo”, è stato presentato da un gruppo di giovani architetti, under 29, distribuiti tra Parma e Brindisi. La struttura, che rimanda appunto alla forma di un uovo, è caratterizzata dalla presenza di uno spazio luminoso, circolare, e costruito utilizzando tende fatte di rafia naturale e le reti da raccolta delle olive. All’interno della struttura, che circonda gli alberi di ulivi, l’illuminazione è assicurata dalla presenza di lanterne ad olio.

Il secondo progetto, invece, “Nido dei Paduli”, è stato presentato da un gruppo di studenti dell’Università di Firenze. Anche in questo caso, la struttura abbraccia l’albero di ulivo, ma i materiali utilizzati sono più solidi: canne, rami e paglia.

I materiali adoperati nella costruzione delle due strutture sono stati raccolti all’interno dello stesso parco, a partire da febbraio.

Un progetto interessante, di sensibilizzazione innanzitutto, ma anche di nuovo modo di concepire il rapporto tra l’uomo e la natura. L’uomo ospite per una notte in un albergo che non entra in conflitto con lo spazio circostante, ma ne diventa un tutt’uno. “Non pensiamo a soggiorni da una settimana ma piuttosto da una notte: il progetto scaturisce dall’idea di una mobilità lenta, è corale e comprende cinque associazioni che si dedicano a ciascun segmento della vacanza, dall’arrivo in bicicletta, all’enogastronomia in masseria, all’osservazione delle stelle perché nei Paduli c’è un buio assoluto. Questa è una zona alternativa alla costa e predilige la destagionalizzazione”, queste le parole degli organizzatori.

Alberghi biodegradabili che conservano gli elementi dell’intervento umano all’antica. Chissà che qualcun altro non si decida a copiare il progetto e offrirci un posto dove andare a trascorrere le vacanze la prossima estate!

Fonte

(Foto: www.parcopaduli.it)

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