Home Ambiente Olio di palma: Leonardo DiCaprio rischia l’espulsione dall’Indonesia per le sue proteste

Olio di palma: Leonardo DiCaprio rischia l’espulsione dall’Indonesia per le sue proteste

495
0
CONDIVIDI

DiCaprio e la “minaccia” di espulsione dall’Indonesia a causa della campagna contro la deforestazione causata dalle piantagioni di olio di palma.

Leonardo DiCaprio ha rischiato l’espulsione da parte del governo indonesiano, per le sue proteste in merito alla produzione di olio di palma.

L’attore, che ha recentemente vinto l’oscar e dedicato il proprio discorso alla salvaguardia dell’ambiente, era arrivato in Indonesia lo scorso 26 marzo, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla foresta pluviale di Leuser, nell’isola di Sumatra, dove le piantagioni di olio di palma stanno causando una violenta deforestazione dell’area. L’ambiente e la sua fauna locale, rappresentata da elefanti, oranghi, rinoceronti e tigri, è seriamente messa a rischio dall’espansione delle piantagioni.

DiCaprio ha postato su Instagram delle foto della sua visita al parco, denunciando che “l’espansione delle piantagioni sta frammentando la foresta riducendo gli approvvigionamenti di acqua e cibo per gli animali“.

Una cosa che ha scatenato l’immediata la reazione del direttore generale per l’immigrazione Ronny Sompie: “Se ci sono dichiarazioni che screditano il governo e gli interessi dell’Indonesia, potrebbe essere espulso“.

Purtroppo per loro, sembra che DiCaprio avesse già lasciato il Paese, nonostante continuasse a postare le foto in rete.

Dopo l’affermazione del direttore generale per l’immigrazione e il clamore che ha suscitato a livello internazionale, il governo indonesiano ha rapidamente fatto marcia indietro, cercando di rimediare alla gaffe.



Siti Nurbaya, il Ministro dell’ambiente e delle foreste indonesiano, è intervenuto in un’intervista al sito foresthints.news dichiarando di condividere, in parte, le preoccupazioni di DiCaprio, giudicate “sincere” e in buona fede.

Come ricorda Il Fatto Alimentare, però, il ministro indonesiano ha rifiutato di essere intervistato dal quotidiano britannico The Guardian, in merito all’iniziativa di Greenpeace, che in un decennio di lavoro ha messo insieme i dati di varie fonti sulle concessioni di terre in Indonesia.

L’associazione, infatti, ipotizza l’esistenza di un sistema di corruzione che porta i funzionari pubblici a vari livelli a concedere terreni contemporaneamente, da autorità diverse, a società che operano in settori diversi: olio di palma, estrazione di carbone, commercio del legno.

Un sistema di corruzione denunciato anche da Laode Syarif, vice presidente della commissione governativa per la lotta alla corruzione, che sottolinea come gli incendi di foreste e torbiere per far posto alle coltivazioni intensive di palma da olio aumentino nel periodo delle elezioni, quando servono finanziamenti  per le campagne elettorali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here