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Colture mondiali a rischio per l’uso di insetticidi. Il parere degli scienziati

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Insetticidi che mettono a rischio l’ecosistema e le colture. È una storia che si ripete e da anni assistiamo all’acceso dibattito tra ambientalisti e sostenitori di un’industria alimentare che bada più ai profitti che non alla sicurezza degli alimenti.

In questi anni abbiamo assistito a diverse battaglie, condotte per salvare le api e quindi la produzione alimentare a livello globale, ma anche la salute dei cittadini.

Abbiamo visto come i pollini europei contengano tracce di pesticidi, trasportati dalle zampe degli insetti; come l’Europa abbia cercato di correre ai ripari bloccando per alcuni anni la diffusione dei prodotti chimici più pericolosi e anche come, per accontentare le lobby di settore, quella limitazione abbia rischiato addirittura di essere revocata.

Oggi un altro importante allarme giunge da un’ultima valutazione scientifica che analizza l’impatto dei prodotti chimici sull’ambiente.

La valutazione è stata effettuata dalla Task Force on Systemic Pesticides, un gruppo di scienziati uniti dal 2009, per dare una risposta al rapido declino di api e insetti impollinatori in Europa.

I ricercatori hanno confrontato i loro risultati  con le conclusioni e i dati riportati in Silent Spring, il libro scritto da Rachel Carson nel 1962, che ha ipotizzato una stretta correlazione tra la decimazione degli uccelli e degli insetti e l’uso di DDT e altri pesticidi.

Il nuovo rapporto, denominato Worldwide Integrated Assessment on Systemic Pesticides, ha analizzato ogni articolo scientifico pervenuto e rivisto sui neonicotinoidi e su un altro insetticida chiamato fipronil. Queste sostanze chimiche sono diverse dagli altri pesticidi perché, invece di essere spruzzati sulle colture, di solito sono usati per trattare i semi. Quindi contaminano ogni parte della pianta che cresce, tra cui radici, foglie, polline e nettare.

Gli scienziati hanno anche scoperto un vertiginoso aumento dell’uso di insetticidi negli ultimi dieci anni e la loro capacità di contaminazione su larga scala.

Secondo i risultati di quest’ultima ricerca, riportati dal Guardian, i vari regolamenti attuati negli anni per contenere l’impatto dei pesticidi sull’ambiente non sono riusciti a tutelare i diversi habitat naturali. Come risultato, le creature indispensabili per la produzione alimentare mondiale – dalle api ai lombrichi – hanno subito gravi danni.

La nuova valutazione ha analizzato i rischi connessi con neonicotinoidi, una classe di insetticidi per i quali gli agricoltori spendono 2,6 miliardi di dollari all’anno. I neonicotinoidi sono adoperati di routine invece che in risposta agli attacchi dei parassiti, senza nemmeno avere la certezza che questo possa portare a un incremento delle colture.

Questi pesticidi hanno la capacità di diffondersi, sterminando e danneggiando le colonie di api. Non solo, penetrano nel sottosuolo e distruggono anche le colonie di vermi che hanno un ruolo essenziale nel nutrimento del terreno.

Anche le libellule che mangiano le zanzare e le altre creature che vivono nell’acqua sono in sofferenza.

Il rapporto avverte che la perdita di insetti può essere legata anche alla moria degli uccelli che si nutrono di loro. Gli uccelli morirebbero anche come conseguenza diretta dell’aver mangiato semi trattati con insetticidi.

Come abbiamo accennato in precedenza, L’UE ha già imposto una moratoria di tre anni per bloccare l’uso di alcuni neonicotinoidi sulle colture, nonostante sia stato osteggiato dal governo britannico e dalla National Farmers Union.

Nonostante le conseguenze dell’uso dissennato dei pesticidi siano ormai sotto gli occhi di tutti, c’è ancora chi critica ricerche del genere, negando l’evidenza. Lo ha fatto, ad esempio, Nick von Westenholz, amministratore delegato della Crop Protection Association, che rappresenta i produttori di pesticidi dichiarando: “Si tratta di una revisione selettiva degli studi esistenti, che evidenzia gli scenari peggiori, in gran parte prodotti in condizioni di laboratorio. Come tale, la pubblicazione non rappresenta una solida valutazione della sicurezza dei pesticidi sistemici in condizioni reali di impiego”.

Le prove ottenute fino ad oggi non hanno portato a molto. È stata stabilita la tossicità dei neonicotinoidi solo su pochissime delle specie notoriamente esposte e non vi è praticamente nulla sugli effetti su rettili e mammiferi.

(Foto: CGP Grey)